Il criminale, il garante e il cacciatore di taglie. A Brooklyn

Bail Bond Office, New York – fino al 9 maggio. Un libro edito da Fabrica e una mostra che, dopo un tour italiano, torna a casa. L’autrice della ricerca e delle fotografie è Clara Vannucci e la storia è quella di una libertà che si paga a caro prezzo…

Bail Bond - Bondsman, Defendants and Bounty hunters
Bail Bond - Bondsman, Defendants and Bounty hunters

George non se ne lascia scappare uno. Si aggira per le stanze preoccupandosi che ogni nuovo arrivato abbia un bicchiere in mano. Il fratello, Bobby, accoglie i visitatori all’ingresso, dando il benvenuto e spiegando con molta calma e zelo il tema della mostra. Warren, invece, è arrivato da poco, sta in disparte, zoppica, ha una camicia sgargiante e gli occhiali da sole. L’insegna al neon rossa Bail Bond sembra sia stata messa apposta lì fuori a indicare l’evento.
George, Bobby e Warren sono i protagonisti del progetto fotografico di Clara Vannucci, Bail Bond. Bondsman, defendant & bounty hunters: un libro e una mostra che, dopo aver fatto tappa a Firenze, Roma e Milano, arriva, o meglio, torna a New York, dove tutto è iniziato.

Bail Bond - Bondsman, Defendants and Bounty hunters
Bail Bond – Bondsman, Defendants and Bounty hunters

Nel 2011, Clara conosce casualmente Bobby in un bar di Manhattan, il quale la introduce al sistema giuridico statunitense delle cauzioni, raccontandogli di suo fratello, George, un bondsman e bounty hunter. Nel loro ufficio, lo stesso dove è allestita la mostra per il pubblico newyorchese, Clara conosce Warren, rapinatore di banche e defendent, cioè uno dei tanti individui che, dopo essere stato accusato di un crimine, non potendo permettersi la somma di denaro necessaria a lasciare la prigione in attesa del processo, si rivolge a un bondsman (letteralmente, “garante”) che paga la cauzione (ipotecando le proprietà o facendo affidamento su finanziamenti parastatali) e si assume la responsabilità di convincere il defendant a presentarsi in aula nelle date stabilite dalla corte, anche con l’aiuto di bounty hunters (cioè, “cacciatori di taglie”).
Quando le vite di George e Warren si incontrano, la fotografia di Clara immortala il ricordo e gli scritti di Bobby descrivono il contesto. Nessuna finzione alla Tarantino, nessun escamotage romantico, nessun rifugio nel passato. Solo la clinica, vera, contraddittoria realtà americana, quella dell’oggi, dove un principio (la libertà per presunta innocenza) è relegato a una somma di denaro (la cauzione) e a un sistema di coercizione privata che autorizza l’uso di ogni mezzo (comprese le armi da fuoco).

Bail Bond - Bondsman, Defendants and Bounty hunters
Bail Bond – Bondsman, Defendants and Bounty hunters

Dopo tre anni di incubazione, decine di sopralluoghi notturni nei quartieri più malfamati di New York e pomeriggi interi passati con la famiglia di Warren o davanti alla scrivania di George, scortata dai bounty hunters e munita di giubbotto antiproiettile, tra libri religiosi, arredamenti kitsch, posaceneri colmi di mozziconi di sigarette, fascicoli alti quattro dita, mazzette da cento dollari, pistole, bambini e criminali in manette, Clara Vannucci inaugura la sua mostra Bail Bond a Brooklyn il 25 aprile, quando cioè in Italia è il giorno della Liberazione. Seleziona fotografie che colgono momenti di routine della vita privata dei suoi protagonisti, sorprende la figura umana con abbagli di luce fredda, ricorda le zone buie, ambientali e concettuali, mantenendo ampie porzioni di nero, lascia trasparire un filo di emozione nelle zone fuori fuoco. Ci costringe a entrare nell’ufficio di un bondsman, a incontrare un defendant e guardarlo negli occhi. Infine, ci porta a ricordare e approfondire grazie al suo libro, racchiuso in un contenitore giallo che replica i folder dove sono custoditi i fascicoli dei detenuti.

Veronica Santi

New York // fino al 9 maggio 2015
Clara Vannucci – Bail Bond
BAIL BOND OFFICE
75 Smith Street (Brooklyn)
http://store.fabrica.it/collections/frontpage/products/bail-bond

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Veronica Santi
Laureata in Scienze Politiche e in Storia dell’Arte, Veronica Santi è critico d’arte, curatrice, scrittrice, autrice e regista di film documentari. Nel 2014 ha fondato Off Site Art, un'associazione di arte pubblica con sede all'Aquila. È Program Director per ArtBridge, New York. "I am not alone anyway" è il suo primo feature film sulla figura di Francesca Alinovi. Scrive recensioni per riviste di arte contemporanea e collabora con Artribune dal 2013. Vive e lavora tra l’Italia e New York.