Bergamo celebra Palma il Vecchio

GAMeC, Bergamo – fino al 21 giugno 2015. È la prima grande retrospettiva dedicata al pittore di Serina. Una mostra doverosa, poiché Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio era uno dei pochi artisti bergamaschi a cui la città – e la provincia – non aveva ancora tributato il giusto omaggio.

Palma il Vecchio, Madonna con il Bambino tra i santi Maria Maddalena, Giovanni Battista e Caterina e il committente (Francesco Priuli?), 1515 ca. - olio su tela - Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, © Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid
Palma il Vecchio, Madonna con il Bambino tra i santi Maria Maddalena, Giovanni Battista e Caterina e il committente (Francesco Priuli?), 1515 ca. - olio su tela - Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, © Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Inaugurata a metà marzo, la mostra di Palma il Vecchio (Serina, Bergamo, 1480 ca. – Venezia, 1528) sarà allestita fino al 21 giugno negli spazi della GAMeC, seppur la mostra non sia nata da un’iniziativa della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ma dalla Fondazione Credito Bergamasco, unitamente con la società produttrice ComunicaMente. Una retrospettiva che si presenta come una prima internazionale, curata da Giovanni Carlo Federico Villa e punta di diamante delle offerte culturali che la città di Bergamo ha progettato per Expo 2015.
Un percorso fatto con trenta dipinti provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche e private italiane e internazionali: dalla National Gallery di Londra alle Gemäldegalerie di Berlino e Dresda, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna all’Ermitage di San Pietroburgo e al Louvre di Parigi. E ancora, dalle collezioni inglesi della Regina Elisabetta II e del principe Carlo d’Inghilterra agli Uffizi di Firenze e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Palma il Vecchio, Ritratto di donna, detta La Bella, 1518 ca. - olio su tela - Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
Palma il Vecchio, Ritratto di donna, detta La Bella, 1518 ca. – olio su tela – Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Un lavoro di curatela che ha portato Bergamo a chiedere in prestito, a tutta Europa, le opere necessarie del suo Palma il Vecchio, quel pittore che, partito dalla Valle, arrivò nei salotti buoni di Venezia e morì – nonostante il suo soprannome faccia intuire il contrario – a soli 48 anni. In verità in mostra ci sono grandi capolavori e dipinti che sono sicuramente più importanti dal punto di vista storico, ma la rassegna che Bergamo ha dedicato a Palma il Vecchio è soprattutto la mostra che incarna Expo e per questo motivo non si è lasciato nulla al caso.
Allestimento ben fatto e arricchito di elementi che inquadrano l’epoca in cui visse Jacopo Negretti: ricostruzioni lignee di pavimenti originali, un excursus sui tessuti che coinvolge scolaresche e partner, un approfondimento sui materiali pittorici e sul restauro che regala sempre un certo sapore artigianale gradito dai visitatori di tutte le età. Poi i santi, i ritratti, le dame e le iconografie classiche per l’epoca, in un’antologica che racconta il territorio cinquecentesco di Venezia, non in modo nuovo ma completo.

Palma il Vecchio, Polittico della Presentazione della Vergine (particolare), 1515-17 ca. - olio su tavola - Serina, Parrocchia di Santa Maria Annunciata - restauro a cura della Fondazione Credito Bergamasco
Palma il Vecchio, Polittico della Presentazione della Vergine (particolare), 1515-17 ca. – olio su tavola – Serina, Parrocchia di Santa Maria Annunciata – restauro a cura della Fondazione Credito Bergamasco

Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza è in qualche modo una mostra che si propone anche di celebrare il territorio bergamasco, tramite quella valle che al pittore ha dato i natali e che ancora conserva qualche chicca del suo lavoro. Serina in primis e Alzano Lombardo dove, ancora oggi durante la mostra, si può vedere quello che forse è il dipinto più importante di Palma il Vecchio: la Pala di San Pietro Martire che, dopo la distruzione di quella omonima di Tiziano a Venezia a causa di un incendio, resta la prima grande testimonianza degli inizi del protestantesimo nel territorio lombardo-veneto.
Al di là di tutto, il sottotitolo proposto – lo sguardo della bellezza – è forse il concetto che la mostra ha cercato più fortemente di inquadrare. La bellezza dei tessuti, dei colori, della ricchezza di una borghesia veneta che riaffiora dipinto dopo dipinto, nelle ricostruzioni e nelle proposte di allestimento, che riguardano anche l’esterno dove è stato ricreato un giardino contemporaneo da I Maestri del paesaggio, che ai cangianti colori del Palma si ispira. Il tutto si può riassumere in un lavoro imponente, un po’ ombreggiato forse dalla ridondanza mediatica con cui è stato pubblicizzato.

Astrid Serughetti

Bergamo // fino al 21 giugno 2015
Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza
a cura di Giovanni Carlo Federico Villa
Catalogo Skira
GAMEC
Via San Tomaso 53
035 399528
http://palmailvecchio.it/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43018/palma-il-vecchio-lo-sguardo-della-bellezza/

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Astrid Serughetti
Astrid Serughetti sta costruendo in questi anni la sua personale carriera artistica, nel frattempo ha acquisito l’abilitazione da giornalista pubblicista e collabora con diverse riviste e quotidiani locali per le sezioni di arte e cultura. Si occupa anche di didattica dell’arte nelle scuole e in quest’ottica sta conseguendo la laurea in Culture Moderne e Comparate all’Università di Bergamo con una tesi in pedagogia dell’arte. Il suo lavoro si caratterizza per una ricerca estetica volta alla stimolazione sensoriale che l’opera sviluppa sullo spettatore. Vive a Bergamo.