Tre mostre per raccontare il Novecento. Al Museo Fico di Torino

Museo Ettore Fico, Torino – fino al 21 giugno 2015. Jacques Henri Lartigue riporta parte della storia del Novecento attraverso le ossessioni del fotografo. Plastic Days racconta alcune trasformazioni degli ultimi centocinquanta anni mettendo al centro la plastica, con i conseguenti cambiamenti sociali ed economici del nostro tempo. Le installazioni di Anita Molinero mescolano riferimenti colti e pop, attraverso una ricerca scultorea che coniuga vita urbana e sociologia. Il Museo Ettore Fico uno e trino.

Jacques Henri Lartigue, Bichonnade, Paris, 1905
Jacques Henri Lartigue, Bichonnade, Paris, 1905

Raccontare un secolo attraverso la registrazione del presente, questo è il fil rouge che lega le tre mostre in programma al Museo Ettore Fico. Il presente è quello personalissimo che gli artisti in questione vedono e riportano attraverso la narrazione delle proprie ossessioni.
Le 136 fotografie di Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 – Nizza 1986), oltre ai 50 fogli d’album, sono un’antologia delle sue ossessioni artistiche, riassumibili in cinque parole chiave che ne definiscono i temi più cari: famiglia, salti, progresso, tempesta e orizzontalità. Nei ritratti familiari di Lartigue emerge un forte senso di possessione e attesa, oltre che di presenze imprigionate nell’immagine; spesso si tratta di movimenti quasi impercettibili, sorrisi accennati, piccoli gesti quotidiani, come quelli di La mia tata Dudu, o Il mio gatto Zizi. Il tema del salto richiama inevitabilmente quello del superamento degli ostacoli e del volo, tanto caro a Lartigue. Anche in questo caso sono foto che lasciano addosso una sensazione.

Jacques Henri Lartigue, Bibi, Marseille, 1928
Jacques Henri Lartigue, Bibi, Marseille, 1928

Sono gli aquiloni, il vento, gli aeroplani, l’obliquità e quel senso di caduta che non abbandona mai la sua evoluzione artistica, pur rimodellandosi nelle foto di danze, nel tennis, in una capriola o in un tuffo in acqua, ma sempre sospeso, senza il compimento del gesto, con quella innata capacità narrativa di fermare il tempo proprio sulla domanda più importante, e per la quale tutti vorrebbero avere la risposta: “Dopo cosa accadrà?”. Sono, in definitiva, le inclinazioni di una vita, la metafora di una lotta continua e di una costante contrapposizione di forze. La tempesta ne è una prova, in Biarritz, in Tempesta a Nizza e in Bibi, Arlette e Irene, ma non solo. Infine c’è quell’orizzontalità ben delineata, che a ben pensarci non è che la stessa applicata nel volo, e che ritorna geometricamente in Rico Broadwater e ne Il grande campione Géo André. Lartigue registra il presente, è meticoloso nel suo lavoro, preciso, quasi ossessivo, ma soprattutto è sempre elegante nella definizione del suo scatto.

Anita Molinero, Isapsurinfia, 2007 - ©Beppe Giardino Mef
Anita Molinero, Isapsurinfia, 2007 – ©Beppe Giardino Mef

La mostra Plastic Days rappresenta il futuro dell’arte attraverso le materie plastiche, che a loro volta sono state la raffigurazione di un cambiamento a livello industriale. La testimonianza che lasciano i 600 oggetti della collezione della Fondazione Plart, raccontano l’essenza della materia, ci entrano e la plasmano con l’ambiente circostante grazie ad uno straordinario lavoro di design culturale. Anche in questo caso si avverte una forte caratterizzazione di oggetti dalla quotidianità familiare: giocattoli, pettini, passando dalla Pop Art, per concludere con una profonda riflessione aperta sul tema della sostenibilità.
Quella sulla sostenibilità, inoltre, è una meditazione che vive anche nelle opere e installazioni di Anita Molinero (Floirac, 1953), attraverso cassonetti della spazzatura, arredi urbani dismessi e oggetti disseminati negli spazi di tutto il Museo, invadendo le altre esposizioni con l’energia di quella che si può definire una sorta di seconda opportunità.

Eugenio Giannetta

Torino // fino al 21 giugno 2015
Jacques Henri Lartigue – Alle origini della fotografia
a cura di Andrea Busto
Plastic Days
a cura di Cecilia Cecchini e Marco Petroni
Catalogo Silvana Editoriale
Anita Molinero – Opere e installazioni
a cura di Andrea Busto e Lorena Tadorni
MEF – MUSEO ETTORE FICO
Via Cigna 114

011 853065
[email protected]
www.museofico.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42487/jacques-henri-lartigue-alle-origini-della-fotografia-contemporanea/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42486/plastic-days/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42488/anita-molinero-opere-e-installazioni/

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Eugenio Giannetta
Eugenio Giannetta vive a Torino. Giornalista e storyteller impegnato nella comunicazione per il Terzo Settore. Si è Laureato alla Facoltà di Lettere di Torino e ha frequentato la Scuola di Giornalismo e Relazioni Pubbliche Carlo Chiavazza. Dal 2010 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti. Ha conseguito un Master in Comunicazione Sociale presso la Facoltà teologica di Torino. Ha partecipato a workshop di scrittura presso la Scuola Holden e con Davide Calì, aggiornandosi anche come addetto stampa presso il collettivo di giornalisti Lettera Ventitrè. Collabora con diverse testate giornalistiche per le quali si occupa di letteratura, attualità e sport.