Pino Pascali a Castelbuono. O Annibale sulle Alpi

Museo Civico, Castelbuono – fino al 28 giugno 2015. Al Castello dei Ventimiglia, la prima esposizione dedicata a Pino Pascali in terra siciliana. In contemporanea, le due mostre integrative di Virginia Ryan e Frédéric Bruly Bouabré fanno eco al suo pensiero mediterraneo.

Pino Pascali, Africa, Kodalite, 1964 - courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare - photo Michele Roppo
Pino Pascali, Africa, Kodalite, 1964 - courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare - photo Michele Roppo

Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) è uno degli artisti che ha traghettato l’Italia del dopoguerra nel novero internazionale dell’arte: la sua presenza alla Biennale di Okwui Enwezor è il segno del suo peso e della sua piena rivalutazione. Confrontarsi con Pascali significa aprire uno squarcio nella migliore cultura progressista del’Italia del boom; imbizzarrita dalle sirene del progresso, dimentica della tradizione rurale. Se l’Arte Povera (come pensiero proto-ecologista) è un’arte impegnata, l’arte di Pascali è soprattutto, metodicamente impegnata nello scherzo, nella favola, nel mito. Al Patto Atlantico, Pascali preferisce il Sud, il cuore d’Africa, inaccessibile e coloniale. Gli spot pubblicitari in mostra e il video Pino Pascali o le trasformazioni del serpente rendono l’artista autenticamente moderno. Oltre alla doppia personale di Virginia Ryan e Frédéric Bruly Bouabré, la mostra è sorretta e aggiornata dal bel catalogo (Edizioni Kalòs) con testi delle curatrici Laura Barreca e Santa Nastro, di Rosalba Branà, Marco Tonelli e con l’intervista a Marco Giusti a cura di Valentina Bruschi.

Luca Labanca

Castelbuono // fino al 28 giugno 2015
Pino Pascali l’africano
a cura di Laura Barreca e Santa Nastro
Catalogo Kalòs
Virginia Ryan / Frédéric Brouly Bouabré – Sirens
MUSEO CIVICO
Piazza Castello
0921 677126
[email protected]
www.museocivico.eu

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43055/pino-pascali-lafricano-virginia-ryan-frederic-brouly-bouabre/

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Luca Labanca
Luca Labanca si muove nel 2006 da Varese a Bologna per iniziare il percorso di studi del DAMS, curriculum Arte. Negli anni di residenza bolognese collabora stabilmente col bimestrale d’arte e cultura ART Journal, contemporaneamente idea e sviluppa progetti ed eventi di contaminazione culturale tra il Lago Maggiore e Lugano assieme allo scrittore e musicista Tibe. Nel 2010 ottiene la laurea con la tesi Fiat Lux sviluppata al fianco della docente in Semiotica dell’Arte, Prof.ssa Lucia Corrain. Nell’ottobre dello stesso anno si trasferisce a Roma per intraprendere il percorso magistrale in Studi storico artistici dell’Università la Sapienza, fin dai suoi esordi partecipa al progetto editoriale Artribune.
  • Sante

    a me ‘sta storia dell’Arte Povera impegnata ha sempre fatto sorridere! perché fa uso del legno? per quel neon con scritto ‘che fare?’ ? bah