Monaco di Baviera: tre mostre per tre tematiche vitali

Louise Bourgeois e Mark Leckey alla Haus der Kunst, Anders Petersen al Münchner Stadtmuseum. Tre grandi mostre a Monaco di Baviera. Per ragionare su dolore, tecnologia e metropoli.

Mark Leckey, Felix gets broadcasted - photo Maximilian Geuter
Mark Leckey, Felix gets broadcasted - photo Maximilian Geuter

Tre mostre di tre grandi artisti sono allestite presso la Haus der Kunst e il Münchner Stadtmuseum di Monaco di Baviera. Parliamo di artisti quali Louise Bourgeois, Mark Leckey e Anders Petersen. I primi due all’interno del palazzo espositivo fortemente voluto da Adolf Hitler e che oggi espone i più grandi artisti contemporanei, mentre lo svedese Petersen è di scena nelle sale del Museo di Stato.
Tre mostre importanti e altrettante tematiche vitali, perché i nodi affrontati sono il dolore, l’evoluzione delle tecnologie nella nostra società e le grandi periferie europee con tutte le loro problematiche sociali.

Louise Bourgeois, Red Room (parents) - photo Maximilian Geuter
Louise Bourgeois, Red Room (parents) – photo Maximilian Geuter

LOUISE BOURGEOIS
L’artista francese dalla cittadinanza americana, scomparsa nel 2010, descrive il dolore dell’esistenza. Un dolore, quello di Louise Bourgeois (Parigi, 1911 – New York, 2010), intimo, familiare, che ha portato con sé per tutta la vita. Potremmo parlare di un dolore dei ricordi, perché nei lavori esposti nelle grandi sale della Haus der Kunst riaffiorano i ricordi dell’artista, a partire dall’infanzia legata ai tradimenti del padre (l’amante ha vissuto in casa di Louise per dieci anni come insegnante  di inglese) e al silenzio della madre. Una mostra dedicata alle Strutture dell’esistenza dove le installazioni, vere e proprie Cells, racchiudono il mondo dell’esperienza di Louise. È anche possibile avvicinarsi, senza alcun pericolo, al gigantesco ragno che l’artista ha installato in molte città in giro per il mondo e che rappresenta una figura materna protettrice.

Mark Leckey, Sound Systems - photo Maximilian Geuter
Mark Leckey, Sound Systems – photo Maximilian Geuter

MARK LECKEY
Mark Leckey (Birkenhead, 1964) ci parla del potere della tecnologia e della sua evoluzione e raccoglie, con questa mostra, le opere degli ultimi quindici anni. Una mostra non facile, una riflessione storica e concettuale sulla tecnocrazia. Certamente spunti nuovi, installazioni dall’evidente impatto visivo contrastanti con i canoni classici dell’arte e che possono, per chi ama le sfide ed è curioso, rappresentare una forte esperienza culturale. Le installazioni sono video-sonore con un accento tipicamente post-moderno. Di forte impatto il gigantesco pupazzo Felix the Cat. La mostra ha in sé molteplici quesiti sul senso dell’arte, come il perché essa, a differenza della musica, non sia compresa istintivamente dalle grandi masse dei consumatori. Uno studio sui grandi fenomeni dei media, della pubblicità e dei prodotti commerciali riflessi sulle società occidentali.

Anders Petersen, Close Distance, 2002
Anders Petersen, Close Distance, 2002

ANDERS PETERSEN
La retrospettiva di Anders Petersen (Solna, 1944) è la mostra dai toni più classici. Una raccolta fotografica dei suoi lavori suddivisi, all’interno del museo, per tematiche e periodi. Le foto, quasi tutte in bianco e nero, sono il risultato di anni di lavoro su temi sociali e critici. Probabilmente l’esposizione, fra le tre qui segnalate, dal maggior impegno civile, sebbene l’artista svedese non affronti il problema delle periferie, della prostituzione e in generale del disagio da un punto di vista esclusivamente oggettivo; anzi la ricerca estetica è ben riscontrabile nei suoi soggetti, che in molti casi divengono forme esteriori di un malessere sensuale. Nel lavoro sui manicomi, la fotografia di Petersen sembra ricordare quella di Mario Giacomelli, il drammatico rapporto della malattia con l’istituzione, la luce che spegne ogni angolo di vita. Una mostra molto diretta e sicuramente di riflessione su come lo spazio cittadino abbia, negli anni, inglobato le nostre vite attraverso le architetture.

Raffaele Gatta

Monaco di Baviera // fino al 2 agosto 2015
Louise Bourgeois – Structures of Existence: The Cells
Monaco di Baviera // fino al 31 maggio 2015
Mark Leckey – As If
HAUS DER KUNST
Prinzregentenstrasse 1
[email protected]
www.hausderkunst.de

Monaco di Baviera // fino al 28 giugno 2015
Anders Petersen – Retrospektive
MÜNCHNER STADTMUSEUM
St. Jakobs Platz 1
www.muenchner-stadtmuseum.de

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Raffaele Gatta
Laureato all’Accademia delle Belle Arti con una tesi sulla “Fotografia Diretta nell’Era Digitale”. Come scrittore ha pubblicato nel 2011 il libro “Un religioso silenzio” (poesia) e nel 2013 il libro di narrativa “L’odore del caffe amaro”. Testi poetici sono stati inseriti in antologie di poesia contemporanea in Italia e in Germania. Come giornalista fa parte della DVPJ – Deutscher Verband der Pressejournalisten. Redattore della rivista di poesia e cultura “NiedernGasse” con una rubrica sulla poesia tedesca e della rivista “Interventi Deutsch-Italienische szene in Bayern”. Come artista utilizza linguaggi come la fotografia, la pittura, il video e l’installazione.