Luca Pozzi a Livorno. Contenuto da Carico Massimo

CARico Massimo, Livorno – fino al 15 aprile 2015. Prosegue la scia di collaborazioni che lo spazio toscano sta imbastendo con artisti italiani e internazionali. Ora è il turno di Luca Pozzi, fra buchi neri e palline da tennis.

Luca Pozzi – Statement - veduta della mostra presso CARico MAssimo, Livorno 2015 - photo Francesca Holsenn
Luca Pozzi – Statement - veduta della mostra presso CARico MAssimo, Livorno 2015 - photo Francesca Holsenn

Il trailer in after effects Statement, due animazioni 3D della serie The big jump theory, le Gravity Shoes e un’installazione sonora che simula il suono di un buco nero: gli ultimi lavori di Luca Pozzi (Milano, 1983), crossando tecniche e piani di lettura, vanno oltre gli ambienti espositivi per interagire con diverse dimensioni spazio-temporali. Quella reale, l’hangar sede dell’associazione, in cui l’allestimento annulla le caratteristiche fisiche del luogo e veicola la fruizione; quella virtuale della home page di lucapozzi.com, dove il trailer – overview del complesso immaginario multidisciplinare che lo contraddistingue – campeggia come premessa introduttiva al suo lavoro. Infine la dimensione personale, dove lo spettatore e le opere – definiti dall’artista come “veicoli/contenitori di informazioni trasmissibili” – interagiscono, modificandosi reciprocamente. Ne consegue, nel complesso, una strana atmosfera avvolgente di tempo ciclico infinito, scandito dall’andamento in loop di video e suoni e dalla dinamicità congelata delle sculture nello spazio. Con questa mostra, CARico MAssimo consolida il suo percorso di collaborazioni, che nel 2015 vedrà fra gli ospiti Jimmie Durham, Paolo Baratella e Babi Badalov.

Federica Patti

Livorno // fino al 15 aprile 2015
Luca Pozzi – Statement
CARICO MASSIMO
Via della Cinta Esterna 48/50

[email protected]
www.caricomassimo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43356/luca-pozzi-statement/

CONDIVIDI
Federica Patti
Federica Patti (Bologna, 1983) è curatrice che vive e lavora a Bologna. La sua ricerca si concentra sulle arti multimediali, su progetti interattivi e partecipativi e sulla scoperta di giovani artisti emergenti. È uno dei membri fondatori di roBOt, festival internazionale dedicato alle arti digitali e alla musica elettronica. Dal 2010 gestisce a Bologna SPAZIOBARNUM, uno spazio non profit dedicato alla presentazione e allo sviluppo di tutti questi argomenti di ricerca. Nel 2012 è entrata a far parte de LaRete Art Projects; ha lavorato come project manager per "Aelia Media" di Pablo Helguera. Ha partecipato alla realizzazione della mostra video “The Eye of the Collector”. Insieme a Julia Draganović ha curato “Funding for Isola”, quarta tappa della serie "Click o Clash? Strategie di collaborazione".
  • pino Barillà

    Nel 2002 ho eseguito esercizi simili a questo e
    nel 2009 sono venute fuori importanti scoperte.