Le intersezioni materiche di Felix Schramm. Per l’esordio di Ribot

Ribot, Milano – fino al 27 giugno 2015. Ha inaugurato il 23 aprile “Bent”, la mostra site specific di Felix Schramm per Ribot. In una zona non convenzionale di Milano, la nuova sede espositiva si fa squarciare e trasformare dall’installazione. Che parla dell’incontro tra spazi, forme e temporalità.

Felix Schramm, Quiet Might, 2008, cera,gesso,pigmenti,cm23x31x31
Felix Schramm, Quiet Might, 2008, cera,gesso,pigmenti,cm23x31x31

Per inaugurare la sua nuova galleria, Monica Bottani non poteva scegliere una mostra di maggiore impatto. L’installazione monumentale Spatial intersection di Felix Schramm (Amburgo, 1970; vive a Düsseldorf), creata ad hoc per Ribot, è letteralmente uno squarcio nel muro. Un’esplosione di cartongesso e travi di legno che ridisegna il contenitore neutro della galleria in un ecosistema integrato tra opera, ambiente e sguardo dei visitatori. Come nel meta-futurismo di Luca Buvoli, l’architettura dello spazio si altera asimmetricamente, dinamizza e disorienta. Al piano inferiore, la serie Corporal intersection, sculture monocrome di teste umane e animali, realizzate su più piccola scala con un impasto di sale, pigmenti, terre o materiali plastici. Punti di vista materici, flessi nel tempo e nello spazio.

Margherita Zanoletti

Milano // fino al 27 giugno 2015
Felix Schramm – Bent
RIBOT
Via Nöe 23
347 0509323
[email protected]
www.ribotgallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44077/felix-schramm-bent/

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Margherita Zanoletti
Margherita Zanoletti è bibliotecaria presso l’Università Cattolica di Milano e ricercatrice di arte e scrittura moderna e contemporanea. Dottorata presso la University of Sydney, sta collaborando alla prima traduzione italiana di Stradbroke Dreamtime della scrittrice aborigena Oodgeroo Noonuccal, sulla quale ha curato di recente con Francesca Di Blasio il volume We are Going, e a una monografia su Bruno Munari.