La verità mutevole di Eva Frapiccini. In mostra a Torino

Galleria Alberto Peola, Torino – fino al 20 giugno 2015. Seconda personale di Eva Frapiccini nella galleria piemontese. Con tre serie fotografiche che compongono una riflessione coerente sui meccanismi della nostra memoria. Tanto complessa da essere inattendibile.

Eva Frapiccini, serie Golden Jail. Discovering Subjection (Prigione Dorata. Scoprendo la Sudditanza), 2014-2015, stampa ai pigmenti su carta cotone Hahnemuhle , 65x85x5 cm
Eva Frapiccini, serie Golden Jail. Discovering Subjection (Prigione Dorata. Scoprendo la Sudditanza), 2014-2015, stampa ai pigmenti su carta cotone Hahnemuhle , 65x85x5 cm

Ha un solido fondamento concettuale, la personale di Eva Frapiccini (Recanati, 1978; vive a Torino). Parliamo di fondamenta poiché si tratta di rendere stabile una ricerca, ma con discrezione: della mostra si gode appieno anche senza saperne nulla, ed è un gran pregio. Il fondamento è un libro di Israel Rosenfield, L’invenzione della memoria, che indaga su basi neurologiche ciò che Eric Hobsbawm ha dimostrato a livello storico: il “revisionismo” è fisiologico, vitale, inevitabile. Così la serie fotografica Velvet pratica l’escissione dei riferimenti spazio-temporali: restano sfumature di colore che innescano altri ricordi e storie. Ancor più in Foils, quattro coppie di fotografie montate in un archivio semovente: infinite combinazioni sinaptiche sono offerte dalle immagini di non luoghi. C’è infine Golden Jail. Discovering Subjection, doppia serie che insiste sulla soglia dello svelamento, anche se qui la revisione è operata da regimi liberticidi come quello del Bahrein.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // fino al 20 giugno 2015
Eva Frapiccini – Selective Memory | Selective Amnesia
ALBERTO PEOLA
Via della Rocca 29
011 8124460
[email protected] 
www.albertopeola.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43920/eva-frapiccini-selective-memory-selective-amnesia/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.