Il pane e le rose. La rivoluzione alla Fondazione Pomodoro

Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano – fino al 17 luglio 2015. In occasione di Expo, Marco Meneguzzo cura una collettiva dal titolo marxista. Chiamati a perpetrare la metafora del nutrimento, una pattuglia formata da Gianni Caravaggio, Loris Cecchini, Chiara Dynys, Pino Deodato e Giuseppina Giordano.

Giuseppina Giordano, All You Feed Is Love Maybe, 2015
Giuseppina Giordano, All You Feed Is Love Maybe, 2015

Il pane e le rose”, il necessario e il superfluo: così Marx definì il comunismo, utilizzando una metafora divenuta poi inno delle suffragette di Cleveland e degli operai di Lawrence. Alle rivolte di piazza femministe e alla fortunata frase marxista è anche dedicato il testo di James Oppenheim che testualmente dice: “Yes, it is bread we fight for – but we fight for roses, too!”.
Nonostante le aspettative annunciate dal titolo, la mostra risulta poco interessata alla rivoluzione e il tema del cibo è più influenzato dal motto “Nutrire il pianeta, energia per la vita” di Expo Milano 2015, a cui la mostra è collegata. In effetti la forza evocativa della frase sta nell’uso della metonimia – sostiene il curatore del Padiglione Iran della prossima Biennale di Venezia – e la ricerca di un’immagine che sia talmente efficace da racchiudere il mondo è il fine ultimo della mostra, o forse dell’arte tutta.

Il pane e le rose - veduta della mostra presso la Fondazione Pomodoro, Milano 2015 - dettaglio dell'opera di Loris Cecchini
Il pane e le rose – veduta della mostra presso la Fondazione Pomodoro, Milano 2015 – dettaglio dell’opera di Loris Cecchini

Gianni Caravaggio, Loris Cecchini, Chiara Dynys, Pino Deodato e la giovane Giuseppina Giordano sono dunque chiamati a trasformare in metafore visive un tema attuale come quello dell’alimentazione (intesa come nutrimento di corpo e mente) affrontando problemi come l’iniqua distribuzione e aderendovi in modo più o meno letterale. Su tutti spicca Gianni Caravaggio con What does you soul look like, un filo di nylon con soia gialla e lenticchia rossa, figura retorica scultorea del nutrimento del pensiero, del germogliare delle idee, il cui volume intricato e leggero si dipana nello spazio come un elemento gassoso.

Chiara Dynys, Pane al mondo, 2015
Chiara Dynys, Pane al mondo, 2015

Oltre a figure riconosciute, in mostra c’è una giovane artista siciliana che frequenta l’Accademia di Brera, Giusi Giordano, dimostrazione di come sia la Fondazione Pomodoro sia Meneguzzo facciano un continuo scouting sul territorio. Con la sua scultura sospesa che riprende le forme del quasi-cristallo scoperto dal Premio Nobel Daniel Shechtman, la Giordano porta in mostra piastre di vetro con terreni di coltura di cui si nutrono batteri che crescendo – autonomamente – trasformano anche l’aspetto formale dell’opera modificandone la gradazione del colore.
Una mostra che sottolinea l’attenzione per la forma scultorea contemporanea della Fondazione Pomodoro e l’attitudine alla forma visiva poetica di Marco Meneguzzo.

Katiuscia Pompili

Milano // fino al 17 luglio 2015
Il pane e le rose
a cura di Marco Meneguzzo
artisti: Gianni Caravaggio, Loris Cecchini, Chiara Dynys, Pino Deodato e Giuseppina Giordano
FONDAZIONE POMODORO
Via Vigevano 9
02 89075394
[email protected]
www.fondazionearnaldopomodoro.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43302/il-pane-e-le-rose/

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Katiuscia Pompili
Nata a Catania, ha studiato a Napoli Conservazione ai Beni Culturali all’Università Suor Orsola Benincasa laureandosi con una tesi in arte contemporanea su Nan Goldin. Fa parte del gruppo di curatori usciti dalla scuola salernitana dei critici Angelo Trimarco e Stefania Zuliani tra cui Eugenio Viola, Antonello Tolve, Maria Giopvanna Mancini e Stefano Taccone. Ha svolto un primo stage alla galleria T293 di Napoli e si è quindi trasferita a Torino dove ha vissuto due anni abilitandosi all’insegnamento della Storia dell’Arte e frequentando sia gli ambienti del sistema dell’arte sia quelli indipendenti e sperimentali. Ha vissuto a Valencia dove a collaborato con la storica galleria Puchol. Attualmente vive tra Catania e Palermo dove svolge attività di indipendent art curator e free lance per riviste di settore come Tribe Art e Artribune e webzine indipendenti come Clap Bands Magazine; frequenta un master in Conservazione delle opere d’arte contemporanee all’ Accademia di Palermo. Ha recentemente iniziato a collaborare come curatore per BOCS e ha fondato Parking 095, contemporary space no profit e nomade il cui scopo è quello di creare attraverso incontri, studi ed esposizioni una discussione sull’arte contemporanea, anche in Sicilia.