Il melting pop di Cory Arcangel. Per Bergamo

Palazzo della Ragione, Bergamo – fino al 28 giugno 2015. Il desiderio di popolarità passa anche dall’arte, con una linea sottile che parte dal quarto d’ora di celebrità di Warhol al “This is all so crazy, everybody seems so famous” cantato da Miley Cyrus. E ripreso dal 37enne Cory Arcangel per intitolare la mostra che la GAMeC gli ha dedicato.

Cory Arcangel, N.E.R.D, 2015
Cory Arcangel, N.E.R.D, 2015

Temporaneamente spodestata dall’imponente mostra su Palma il Vecchio, la GAMeC ha collocato il lavoro di Cory Arcangel (Buffalo, 1978) in uno dei palazzi più belli della Città Alta. Il contrasto è netto e perfettamente riuscito.
This is all so crazy, everybody seems so famous è una mostra dedicata alle icone dell’era contemporanea, a tutti quei simboli che sono entrati nella cultura degli ultimi anni o stanno per entrarci. Videogiochi, loghi, status symbol riproposti uno accanto all’altro, indossati da pool noodles (i tubi colorati da piscina) e trasformati in personaggi del nostro tempo. Si tratta di opere a metà fra la sintesi scenografica e il feticcio, su cui Arcangel lavora da qualche anno, vestendoli di stereotipi pop: auricolari e iPod, cappellini di Hello Kitty e polsini Nike da runner. Ogni pool noodle finisce col rappresentare una persona che si inserisce in una determinata categoria grazie allo “stile” che indossa, riconoscendo agli oggetti un fortissimo valore identificativo.

Cory Arcangel, This is all so crazy, everybody seems so famous, 2015
Cory Arcangel, This is all so crazy, everybody seems so famous, 2015

Accanto a questo progetto, riaffiorano alcuni dei più noti lavori dell’artista. Sono gli schermi di Super Mario Cloud del 2002, con un Super Mario che da tredici anni continua a guardarsi perplesso in un mondo di pop star, di politici, di icone vecchie e nuove, chiedendosi non tanto dove andare ma “per quanto ancora sarò famoso?”.
Oltre a essere la prima personale di Cory Arcangel in un’istituzione italiana (l’artista ha contestualmente una mostra alla galleria Lisson di Milano), è una mostra che cambia la prospettiva con cui si osservano molti oggetti quotidiani e solleva alcune domande. Per certi aspetti sarebbe più adatto definirla una retrospettiva, perché le icone scelte da Arcangel raccolgono una forbice temporale talmente ampia che ci si chiede se l’icona pop appartenuta a una generazione può avere senso e forza per la generazione successiva. Allo stesso modo sorge il dubbio sulla reale resistenza di alcuni must, perché se Super Mario è comunque il simbolo di una rivoluzione tecnologica, la colonna sonora di Frozen deve ancora dimostrare di essere più di una moda passeggera.

Cory Arcangel, This is all so crazy, everybody seems so famous, 2015, copertina catalogo
Cory Arcangel, This is all so crazy, everybody seems so famous, 2015, copertina catalogo

Insomma, è un intricato e colorato labirinto che si snoda fra notorietà reale e in potenza, cultura e moda, il cui unico regista e sceneggiatore è l’americanissimo Arcangel, che amalgama il tutto grazie al tappeto arcobaleno che ricopre lo spazio. Un gradiente di Photoshop che si ispira al progetto Arcangel Surfware e mette di nuovo da parte la fama per far respirare ancora l’aria di retrospettiva. E l’effetto con gli affreschi della sala è emozionante.
Menzione d’onore al catalogo della mostra, pensato dal curatore Stefano Raimondi in sinergia con l’artista. Cento pagine di carta patinata che seguono la grafica dei mensili da teenager, senza dimenticare gli steakers in regalo.

Astrid Serughetti

Bergamo // fino al 28 giugno 2015
Cory Arcangel – This is all so crazy, everybody seems so famous
a cura di Stefano Raimondi
PALAZZO DELLA RAGIONE
Piazza Vecchia
035 270272
www.gamec.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42423/cory-arcangel-this-is-all-so-crazy/

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Astrid Serughetti
Astrid Serughetti sta costruendo in questi anni la sua personale carriera artistica, nel frattempo ha acquisito l’abilitazione da giornalista pubblicista e collabora con diverse riviste e quotidiani locali per le sezioni di arte e cultura. Si occupa anche di didattica dell’arte nelle scuole e in quest’ottica sta conseguendo la laurea in Culture Moderne e Comparate all’Università di Bergamo con una tesi in pedagogia dell’arte. Il suo lavoro si caratterizza per una ricerca estetica volta alla stimolazione sensoriale che l’opera sviluppa sullo spettatore. Vive a Bergamo.