Il delta del Danubio a Rovereto. Accompagnati da Camilla de Maffei

Mapping Contemporary Art Space, Rovereto – fino al 23 maggio 2015. Sperduti sul Danubio con la fotografia come unica ancora di salvataggio. Camilla de Maffei ci porta in luoghi malinconici e periferici della Penisola balcanica. Tra le immagini e le storie narrate da quei luoghi.

Camilla de Maffei, Derive, 2015
Camilla de Maffei, Derive, 2015

Dopo la mostra inaugurale dedicata ad Arianna Arcara, a Mapping Contemporary è ancora di scena la fotografia con una personale di Camilla de Maffei (Cles, 1981). L’artista trentina presenta una serie di scatti e frammenti narrativi che restituiscono l’ambiente del delta del Danubio. Un lavoro in progress in cui i materiali presentati costituiscono tracce provvisorie di un percorso più ampio e in continuo divenire. Tra le storie, i volti, gli ambienti e gli oggetti, l’occhio del reporter sembra perdere aderenza con il contingente per restituire una visione malinconica della realtà. De Maffei mette in questione il proprio mezzo fotografico ammettendo: “Non riesco a vedere niente, solo qualche metro più in là”. Un’ammissione che è anche dichiarazione operativa per una fotografia che si sottopone a continua revisione, ponendosi sempre come pratica processuale e mai definitiva.

Gabriele Salvaterra

Rovereto // fino al 23 maggio 2015
Camilla de Maffei – Derive
a cura di Davide Filippi

MAPPING
Via della Terra 46
[email protected]

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.