Disposizioni di una Kunstverein: Aldo Giannotti a Bolzano

ar/ge kunst Galleria Museo, Bolzano – fino al 30 aprile 2015. Per celebrare i suoi trent’anni di attività, la Kunstverein bolzanina dà il via a un programma di mostre volto a riflettere sulla propria storia e natura. Primo invitato: Aldo Giannotti.

Collective Curating from the Spatial Dispositions Series, Installation View, Aldo Giannotti, ar-ge kunst, Bozen-Bolzano 2015 photo aneres
Collective Curating from the Spatial Dispositions Series, Installation View, Aldo Giannotti, ar-ge kunst, Bozen-Bolzano 2015 photo aneres

Con il “metodo” delle spatial dispositions, Aldo Giannotti (Genova, 1977; vive a Vienna) ambisce a dispiegare le potenzialità progettuali di un’istituzione, scegliendo come oggetto di studio la sua stessa sede fisica. Ciò che accade alla ar/ge kunst di Bolzano, quindi, è una mise en abyme della struttura architettonica, che diviene supporto per una serie di proposte (ironiche, critiche, al limite del surreale) sul suo possibile utilizzo. Schemi e disegni puntano a una comunicatività immediata, all’apparenza impulsiva, ma non cadono mai nella pura provocazione, lasciando trapelare le tracce di un attento lavoro di documentazione.

L’azzardo maggiore resta comunque nella scelta dell’allestimento: sopprimendo ogni funzione-vetrina, costringendo a un accesso per anfratti, lo spazio stimola una fruizione più consapevole, criticamente attivata. Almeno finché il visitatore accetta la sfida di varcarne la soglia.

Simone Rebora

Bolzano // fino al 30 aprile 2015
Aldo Giannotti – Disposizioni spaziali
a cura di Emanuele Guidi
AR/GE KUNST GALLERIA MUSEO
Via Museo 29
0471 971601
[email protected]
www.argekunst.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42104/aldo-giannotti-spatial-dispositions/

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.