Curare, non curare o dialogare? Dieci artisti a Merano

Kunst Meran/o Arte, Merano – fino al 12 aprile 2015. Un complesso progetto avviato nell’estate del 2013, tra workshop e piattaforme digitali, esposto prima a Nizza e ora a Merano. Dieci giovani artisti in dialogo, mentre i curatori scelgono di restare in disparte.

From and To - vista della mostra presso Kunst Meran (Leander Schwazer 2) Foto Andreas Marini
From and To - vista della mostra presso Kunst Meran (Leander Schwazer 2) Foto Andreas Marini

La prima ragione d’interesse della mostra From & To è il ruolo dei curatori. Nessuno, si sarebbe tentati di dire. O se non altro: il minimo indispensabile. Loro è stata la scelta degli artisti invitati, loro l’organizzazione e gestione, ma il progetto, almeno sul piano dello sviluppo concettuale, è stato lasciato interamente nelle mani degli artisti. From & To è un format già testato a Merano, realizzato quest’anno assieme al Centro d’Arte Nazionale Villa Arson di Nizza. Obiettivo: mettere in contatto giovani artisti italiani e stranieri. Ma se nelle edizioni precedenti la collaborazione si era concretizzata in lavori a quattro mani, in quest’ultima lo scambio è divenuto più sottile e permeante, esteso appunto fino al piano curatoriale.
Una scelta che denota un’abile attenzione al dibattito più attuale, allentando i freni alle potenzialità (e alle debolezze) dei singoli percorsi creativi. È quanto si ravvisa nei lavori dei più giovani, come il trio Blondeau/Roubaud/Teurlai, che realizza il manufatto più ingombrante, sia nella forma che nel concetto. O come Lorraine Châteaux, autrice di un’installazione ambientale dalle tinte kitsch più surreali, ironicamente provocatorie. E c’è anche chi (Quentin Derouet) riesce a condensare in poche azioni la sua poetica post-romantica, tra falò conviviali, incendi segreti e rose spappolate. I risultati, insomma, possono convincere, sorprendere oppure no, ma in ogni caso denunciano una stimolante disomogeneità. E la chiassosità di certe proposte può essere poi messa a confronto con la misurata sovrabbondanza di una Julia Frank, che esige un’attivazione tanto estetica quanto etica.

From and To - vista della mostra presso Kunst Meran (Blondeau-Roubaud-Teurlai) Foto Andreas Marini
From and To – vista della mostra presso Kunst Meran (Blondeau-Roubaud-Teurlai) Foto Andreas Marini

Sul piano del dialogo, la collaborazione più convincente pare quella tra Sonia Leimer e Leander Schwazer, i cui lavori, nel restare sempre autonomi, s’intrecciano a più riprese tra le sale, influenzandosi e contrastandosi. Tony Fiorentino riprende l’idea già presentata a Venezia nel 2013, espandendola appunto nel nome del dialogo: una scelta che esalta il nucleo concettuale dell’opera, integrandosi armonicamente con il concept della mostra. Un discorso a parte merita Roberto Pugliese, autore dell’installazione più potente, vera “immagine-copertina” per From & To. Anch’egli riprende un’idea precedente, ma sembra preoccuparsi più del dialogo con la location che con gli altri artisti. La coerenza formale è uno degli aspetti più convincenti della sua ricerca, ma l’inserimento in simili progetti corali rende quanto mai palpabili le tracce di un irrigidimento.

Simone Rebora

Merano // fino al 12 aprile 2015
From & To
a cura di Valerio Dehò ed Éric Mangion
artisti: Diane Blondeau, Lorraine Châteaux, Quentin Derouet, Tony Fiorentino, Julia Frank, Sonia Leimer, Roberto Pugliese, Vivien Roubaud, Leander Schwazer, Thomas Teurlai
KUNST MERAN/O ARTE
Via Portici 163
0473 212643
info@kunstmeranoarte.org
www.kunstmeranoarte.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42057/from-to/

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.