Alle origini per slittamento. I pastelli di Luca Macauda

A+B Contemporary Art, Brescia – fino al 20 marzo 2015. Nella nuova sede della galleria bresciana, torna la ricerca pittorica di Luca Macauda. Che esplora con fare analitico le radici della sua terra d’origine.

Luca Macauda, ST, 2015 - pastello morbido su tela - 195x125cm - courtesy A+B, Brescia - photo Davide Sala
Luca Macauda, ST, 2015 - pastello morbido su tela - 195x125cm - courtesy A+B, Brescia - photo Davide Sala

Senza ambire a recuperi archeologici, Luca Macauda (Modica, 1979; vive a Brescia) si serve della ricerca pittorica per indagare le proprie radici antropiche. È uno scavo nella più profonda definizione identitaria, ma è anche una parziale espropriazione del gesto. Il metodo, infatti, sviluppa la documentazione sul campo in chiave puramente suggestiva: le tracce del passato non vengono raffigurate, ma perturbano una pratica pittorica portata avanti con la meccanicità di un mantra.

La lezione analitica si trova così a slittare fino ai margini della gestualità indotta, ambendo a una confluenza tra pienezza formale e pura espressività. Tra i punti deboli di tale impostazione, il suo offrirsi a una fin troppo facile interpretazione in termini di subconscio (che dir si voglia junghiano), ma la vibrante instabilità dei risultati respinge ogni lettura pilotata, instradandoci piuttosto sul binario della ricerca.

Simone Rebora

Brescia // fino al 20 marzo 2015
Luca Macauda – Alla testa dell’acqua
a cura di Gabriele Tosi
A+B CONTEMPORARY ART
Via Gabriele Rosa 20a
030 5031203
[email protected]
www.aplusb.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42413/luca-macauda-alla-testa-dellacqua/

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • Mister Matito

    …mah….