Parergon: il lavoro sulla memoria di Mariana Castillo Deball

Hamburger Bahnhof, Berlino – fino al 1° marzo 2015. Chiude nel weekend la esposizione di Mariana Castillo Deball. Negli ultimi mesi la grande hall del museo tedesco ha ospitato la grande installazione che unisce la riflessione sulla pratica artistica alla ricerca storica. Dove la filosofia e l’arte del quotidiano si mescolano.

Mariana Castillo Deball – Parergon - veduta della mostra presso l'Hamburger Bahnhof, Berlino 2015 - ©Silvia Neri
Mariana Castillo Deball – Parergon - veduta della mostra presso l'Hamburger Bahnhof, Berlino 2015 - ©Silvia Neri

Intitolata Parergon, la mostra di Mariana Castillo Deball (Mexico City, 1975; vive a Berlino) si articola come una serie di tappe che lo spettatore deve compiere all’interno della grande sala dell’antica stazione ferroviaria, per arrivare ad avere la visione completa di questo lavoro dedicato alla città di Berlino. Parergon per definizione vuol dire “accessorio” e difatti quest’esposizione non è altro che un’elencazione di aneddoti di viaggio, di storia, di vita della capitale tedesca.
L’artista messicana aveva vinto nel 2013 il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst con un progetto sviluppato appunto intorno alla tematica qui proposta nell’esposizione. Grazie a un processo legato all’archeologia, all’etnografia e alla scienza, l’artista presenta un lavoro di ricerca sulla memoria, proponendo quindi una “biographies of things”.

Mariana Castillo Deball – Parergon - veduta della mostra presso l'Hamburger Bahnhof, Berlino 2015 - ©Silvia Neri
Mariana Castillo Deball – Parergon – veduta della mostra presso l’Hamburger Bahnhof, Berlino 2015 – ©Silvia Neri

Come nel ready made duchampiano, anche qui è presente l’atto di appropriarsi di oggetti che sono raccolti in musei, in giardini e nelle cantine. La sfida dell’artista è il ricontestualizzarli con un senso di storia e memoria, in un pensiero omogeneo: come parergon, ecco una storia di raccolte di biglietti dei treni, di fotografie consumate, di statue e di panchine.
Il risultato finale si presenta come un perfetto equilibrio di forze ed energie dove i confini dell’arte e dei suoi ruoli sono sfumati come i ricordi dello spettatore che, mentre decripta i significati delle opere, fa riferimento al suo bagaglio personale di conoscenze. Un reciproco scambio tra gli oggetti esposti e lo spettatore dona all’esposizione un tono universale e profondamente riflessivo.

Silvia Neri

Berlino // fino al 1° marzo 2015
Mariana Castillo Deball – Parergon
HAMBURGER BAHNHOF
Invalidenstrasse 50-51
www.hamburgerbahnhof.de

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.