Oggetti su piano: Bologna fa ancora scuola

Fondazione del Monte, Bologna – fino al 1° marzo. Una mostra dedicata alla natura morta. È quella che riunisce quattordici artisti a confronto con l’intento di riproporre una possibile scuola bolognese. Per la cura di Antonio Grulli.

Paolo Chiasera - Choreography of Species. Rosa Tannenzapfen, 2013 - Courtesy l’artista e Galleria Francesca Minini, Milano
Paolo Chiasera - Choreography of Species. Rosa Tannenzapfen, 2013 - Courtesy l’artista e Galleria Francesca Minini, Milano

In italiano si dice natura morta, in inglese still life: seppure le definizioni suonino opposte, un dipinto di questa categoria vi mostrerà degli oggetti su un piano. E, senza giri di parole, questo è il nome della mostra alla Fondazione del Monte di Bologna: Oggetti su piano intende porre sotto gli occhi del pubblico le molteplici variazioni di un tema considerato sin troppo monotono, in particolare confrontando quattordici artisti che, pur accostandosi agli stili più vari, hanno fatto di Bologna la loro scuola.
Nelle tre sale espositive non poteva mancare il bolognese doc Giorgio Morandi, che rovescia il mero senso decorativo della natura morta, trasformando semplici oggetti in qualcosa al di là del deteriorare del tempo, creando un’atmosfera intima e riflessiva. Accanto, tuttavia, non troviamo chi a lui si è ispirato. È drastico lo slittamento da questo classico moderno alle spericolate Collezioni di Vincenzo Simone, dove i fiori vengono privati dei loro contorni per dar vita a un’esplosione di puro colore, pura materia, pura tempera.

Sissi nel suo studio (photo Antonio Grulli)
Sissi nel suo studio (photo Antonio Grulli)

A metà tra queste due filosofie troviamo artisti che, come Sergio Romiti, non sembrano voler fare a meno delle linee, utilizzate tuttavia per accennare oggetti che si dissolvono, si perdono in uno sfondo destrutturato che va oltre il mero spazio del quadro per accedere a un mondo ultraterreno. In questo contesto espositivo la più audace è l’opera di chiusura: Indice madre di Sissi, unica artista donna presente, chiude il percorso occupando un’intera parete con una rappresentazione personalissima di un fiore, una vera e propria “fioritura linguale” che distrugge completamente i confini del concetto natura morta.
A questi autori sono accostati Riccardo Baruzzi, Pierpaolo Campanini, Paolo Chiasera, Leonardo Cremonini, Pirro Cuniberti, Cuoghi Corsello, Flavio Favelli, Piero Manai, Alessandro Pessoli e Concetto Pozzati. La mancanza di un ordine cronologico e stilistico pone sullo stesso piano artisti di generazioni differenti. L’intento della coraggiosa impostazione scelta da Antonio Grulli non è quello di svelare un’influenza reciproca, bensì dimostrare come lo stesso territorio possa essere prolifico.

Riccardo Baruzzi, E - Sinistra destra verso l’alto, 2011
Riccardo Baruzzi, E – Sinistra destra verso l’alto, 2011

È tendenza ormai consolidata nell’arte contemporanea non identificare più gli artisti in un gruppo, tanto meno legarli a un ambiente comune. In antitesi con quest’opinione, un display variegato di stili mostra come lo stesso contesto possa generare spunti opposti, incrementando il formarsi di idee nuove, abbattendo limiti pure di categorie circoscritte.

Benedetta Schiavi

Bologna // fino al 1° marzo 2015
Oggetti su piano. Scuola di pittura bolognese
a cura di Antonio Grulli
FONDAZIONE DEL MONTE
Via delle Donzelle 2
051 2962511
[email protected]
www.fondazionedelmonte.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41659/oggetti-su-piano/

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Benedetta Schiavi
Classe 1988, Benedetta Schiavi nasce e vive attualmente a Bologna. Il sogno di diventare curatrice la spinge a studiare Storia dell'arte all'Università di Bologna e in seguito a specializzarsi in Economia e gestione dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Durante gli studi collabora per Arte Fiera, dove segue la realizzazione della mostra “Storie Italiane”. Terminata l'università, ansiosa di mettersi in gioco, scappa (se così si può dire) a Londra, dove vive per quasi un anno facendosi le ossa nella galleria d'arte Vitrine. Amante dell'arte, del cinema e di tutto ciò che è bello e opinabile, si diverte a mettere in discussione qualsiasi parere e a osservare incostantemente ogni fatto da differenti prospettive.