L’arte degenerata di Hans Richter. Ad Acri

MACA, Acri – fino al 1° marzo 2015. Una piccola collezione di opere del pittore e regista tedesco Hans Richter. Opere sopravvissute alla furia del nazismo. Anche questo è un modo per rammentare la “Shoah dell’arte”.

Hans Richter, Sleeping man, 1914 gouache cm. 28 x 20,5
Hans Richter, Sleeping man, 1914 gouache cm. 28 x 20,5

Ricordare la Shoah, con celebrazioni e iniziative variegate che puntualmente si alternano a seguito dell’istituzione del Giorno della Memoria, rischia di trasformarsi in un vano rituale, pericolosamente “degenerato”, se all’informazione pura non segue la costruzione di una coscienza etica attiva e quotidiana. Ricordare la Shoah, le atrocità del secolo breve, ma anche i luminosi esempi di umanità fioriti tra le macerie (come i Giusti tra le nazioni), in un contesto presente, per interrogarsi, riflettere, sul ruolo della memoria e della storia, può aggiungere un tassello duraturo all’identità collettiva, dalla forza cementificante per le nuove generazioni, coinvolte in modo particolare nella ricorrenza del 27 gennaio anche grazie a meritori percorsi didattici.
Il MACA – Museo Arte Contemporanea Acri ha dedicato al tema una mostra suggestiva, La Shoah dell’arte. Hans Richter – Silvio Vigliaturo, riconducibile al progetto La Shoah dell’arte, organizzato dall’associazione ECAD e promosso dal Mibact.
Sul filo della memoria, l’allestimento propone una piccola collezione di opere del pittore e regista tedesco Hans Richter (Berlino, 1888 – Locarno, 1976), sopravvissute alla furia del nazismo, che osteggiava le avanguardie storiche – tra cui il Dadaismo, a cui lo stesso Richter era legato – in quanto bollate come “arte degenerata”.

Silvio Vigliaturo - MACA, Acri 2015
Silvio Vigliaturo – MACA, Acri 2015

Testimoni di orrori inauditi, questi lavori (cinque esposti a parete, eseguiti con la tecnica del collage, del gouache, del carboncino e della pittura a olio su tela, corredati da due esperimenti sul cinema d’avanguardia), dialogano con un’installazione ambientale site specific dell’artista Silvio Vigliaturo (Acri, 1949) che, in linea con la vocazione sperimentale, fra strisce di vecchi quotidiani, scarpe e cappotti abbandonati sul pavimento delle sale museali del secentesco Palazzo Sanseverino – Falcone, dipana un originale confronto tra arte e avvenimenti storici.
Non limitandosi a una mera rievocazione, il maestro del vetro ha guidato gli studenti del Liceo Classico e Scientifico di Acri – i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento – in una travolgente esperienza performativa, su cui è scesa l’ombra della morte a cavallo, che accenna per alcuni aspetti a quell’angelo della storia di Walter Benjamin: “Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”.

Domenico Carelli

Acri // fino al 1° marzo 2015
La Shoah dell’arte. Hans Richter – Silvio Vigliaturo
MACA
Piazza Falcone 1
011 9422568
[email protected]
www.museomaca.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41874/hans-richter-silvio-vigliaturo-la-shoah-dellarte/