La Cardi Gallery diventa un museo. Per raccontare Kenneth Noland

Cardi Gallery, Milano – fino all’11 aprile 2015. Dieci opere raccontano Kenneth Noland, caposcuola del Color Field Painting, alla sua prima personale milanese. Un percorso alla ricerca degli elementi più puri della pratica pittorica, per rimediare all’oblio dell’anti-Pollock.

Kenneth Noland, Call, 1973, particolare
Kenneth Noland, Call, 1973, particolare

L’atmosfera è quella silenziosa e solenne del museo, ma senza la pretesa di dar vita a un racconto esaustivo e con la libertà di non seguire la linea del tempo. Con questo spirito si è mossa Annamaria Maggi per condensare la sua ricerca su Kenneth Noland (Asheville, 1924 – Port Clyde, 2010) nella prima personale milanese allestita da Cardi. Vent’anni di carriera raccontati da una decina di opere che arrivano direttamente dallo studio dell’artista. Al piano terra s’incontrano l’enorme Via Bound (1970), uno degli stripes in cui sperimenta per la prima volta l’utilizzo della tela non preparata alla ricerca dell’apparenza più immateriale della pittura; poi il caratteristico incrocio di linee ortogonali di Call (1973), tratto dalla serie Plaid e alcune Shaped canvases, dove l’asimmetria del supporto esaspera l’astrazione, negando l’ontologia del quadro inteso come “finestra sul mondo”. La vera guest star si rivela solo al piano superiore: l’opera più vecchia, un Target del 1958, attende sul fondo della sala per ipnotizzare lo sguardo a ogni passo con la sua irresistibile combinazione di colori.

Silvia Somaschini

Milano // fino all’11 aprile 2015
Kenneth Noland – Opere 1958-1980
a cura di Annamaria Maggi
CARDI GALLERY
Corso di Porta Nuova 38
02 45478189
[email protected]
www.cardigallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41438/kenneth-noland-opere-1958-1980/

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Silvia Somaschini
Laureata in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano con una tesi sull’architettura nell’opera di Giorgio de Chirico, da anni coniuga la sua passione per il Novecento all’interesse per l’arte contemporanea, collaborando con diversi collezionisti come curatrice e archivista. Si occupa anche dell’ideazione, organizzazione e comunicazione di eventi e proposte culturali, oltre che di visite guidate e didattica museale, frutto dei suoi precedenti studi pedagogici. Ha il vizio di farsi coinvolgere dagli artisti come performer. Vive e lavora fra Milano e la Brianza.