Grotte e affreschi. Franco Guerzoni al MAMbo di Bologna

MAMbo, Bologna – fino al 19 aprile 2015. Dentro le superfici pittoriche di Franco Guerzoni. Per una mostra che completa la ricognizione dell’opera del modenese, dopo la mostra alla Triennale di Milano.

Franco Guerzoni, Archeologie senza restauro, 2014
Franco Guerzoni, Archeologie senza restauro, 2014

È un bene e, soprattutto, un coscienzioso dovere riconoscere a Franco Guerzoni (Modena, 1948) il ruolo primario assunto nel panorama artistico degli ultimi cinquant’anni. Con questa determinazione, nella mostra Archeologie senza restauro, ci si concentra sugli ultimi sviluppi del suo lavoro pittorico, escludendo quello fotografico, più volte di recente esaminato in altri contesti.
L’ingresso dell’area espositiva è segnalato e allo stesso tempo occluso da due opere del 2011 intitolate Museo ideale. Fermi di fronte ad esse prima d’entrare, non intravediamo chiaramente nulla di ciò che seguirà. Si sospetta che si stia per accedere a un museo, o almeno alla rappresentazione dell’idea stessa che di museo ha l’artista. Tra le quindici opere esposte, alcune degli esordi (Antropologie e Libro, 1971-1976) custodiscono l’origine della sua ricerca, nonché supportano lo sviluppo cronologico in mostra.

Franco Guerzoni, Strappo d'affresco, 2013
Franco Guerzoni, Strappo d’affresco, 2013

L’attenzione alla superficie intesa come accesso alla stratificazione culturale rende Guerzoni sempre attuale: così Archeologie senza restauro, Affresco in corso d’opera, Stanze e Grotte (le ultime tre appositamente realizzate per il Mambo), tutte del 2014, scivolano in un posto ipotetico il cui ricordo rischia il buio della dimenticanza, fin quando l’ultima linea d’ombra non viene recuperata dall’artista che ne ricava dei contenitori d’emozioni e sentimenti. Di questo tipo sono le due Stanze. Evoluzione scultorea delle fotografie d’interni di anni fa, sono scatole in gesso appese a parete dentro cui si scorge un posto ormai da tempo disabitato: il medium fotografico è qui rielaborato ulteriormente in una rappresentazione stratificata.
Grotte invece s’ispira alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco che fu murata dopo la scoperta. Affresco in corso d’opera è un lavoro installativo costituito da un’impalcatura tarlata, dove pezzetti di legno pigmentati e cocci sono distribuiti come se tutto fosse stato abbandonato all’improvviso per consentire alla materia di compiere indisturbata il proprio corso.

Franco Guerzoni, Grotta in casa, 2012
Franco Guerzoni, Grotta in casa, 2012

In una Grotta e in uno Strappo d’affresco sono accuratamente mimetizzati dei marchingegni che muovono lievemente una carta e un pendolo di stucco. Queste sono alcune delle nuove fisicità di Guerzoni che la mostra risalta in un ambiente immersivo, aprendo anche uno sguardo sul valore che la pittura ha nella ricerca dell’artista.

Domenico Russo

Bologna // fino al 19 aprile 2015
Franco Guerzoni – Archeologie senza restauro
a cura di Gianfranco Maraniello
MAMBO
Via Don Minzoni 14
051 6496611
[email protected]
www.mambo-bologna.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40746/franco-guerzoni-archeologie-senza-restauro/

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Domenico Russo
Domenico Russo è laureato in Beni Artistici, Teatrali, Cinematografici e dei Nuovi Media presso l’Università di Parma. Ha collaborato con il Teatro Lenz e con la Fondazione Magnani Rocca. È impegnato come curatore in una ricerca che lo spinge alla continua scoperta dei linguaggi emergenti dell’arte contemporanea.