Beverly Pepper all’Ara Pacis

Museo dell’Ara Pacis, Roma – fino al 15 marzo 2015. La scultura dialoga con lo spazio. Dilaga il plen air. I raggi del sole di febbraio attraversano volute rigide e possenti. È Beverly Pepper in uno dei luoghi più affascinanti della Capitale.

Beverly Pepper - veduta della mostra presso il Museo dell'Ara Pacis, Roma 2015
Beverly Pepper - veduta della mostra presso il Museo dell'Ara Pacis, Roma 2015

Beverly Pepper (New York, 1922) ancora una volta si dedica ai grandi spazi urbani. La sua Work Amphisculpture è situata in uno dei luoghi più rappresentativi di Roma: l’Ara Pacis. Enormi sculture in ferro dorato si stagliano bio-antropomorficamente negli spazi esterni del museo; e non è un caso.
Beverly Pepper conosce Roma già negli Anni Cinquanta, e si appassiona al mix di componenti architettoniche e mitiche della Città Eterna. Uno scenario unico. Indimenticabile. Durante gli anni viaggia, crea, dipinge; scolpisce, modella, realizza con la cera, il legno, l’acciaio inox. E conosce il mondo: Parigi, New York, Firenze. Espone in luoghi rappresentativi e monumentali (Palais Royal, Parigi; Central Park, Londra; Park Avenue, New York). Ma ritorna a Roma. La sua sperimentazione scultorea raggiunge l’apice (vantando anche un’esperienza agli stabilimenti siderurgici di Piombino). I volumi crescono, le prospettive si ampliano, la profondità e la luce finalmente si fondono armoniosamente nel gelido acciaio. Così nasce questo anello vitale, a tratti trascendentale, dalla forma aerodinamica, perfetta. Sembra curvarsi così naturalmente da ribadire la continuità mitica a dispetto dell’illusorietà temporale.

Beverly Pepper - veduta della mostra presso il Museo dell'Ara Pacis, Roma 2015
Beverly Pepper – veduta della mostra presso il Museo dell’Ara Pacis, Roma 2015

Nell’area perimetrale dello storico museo vengono installate quattro sculture monumentali tra i quattro e i cinque metri di altezza. Il materiale utilizzato è l’acciaio corten, un materiale ad alta resistenza caratterizzato da una patina bruno/dorata. A far da compendio alle opere esterne ci sono cinque sculture in ferro su basi di pietra serena esposte all’interno del complesso monumentale che fanno parte della serie Curvae.
Sicuramente l’aspetto che emerge maggiormente è quello della contaminazione e del dialogo. In questo caso la scultura trionfa sull’archeologia. Anche perché la poetica artistica l’ha sempre collegata in qualche modo all’ambiente e al paesaggio. Un progetto innovativo ma anche una grande prova di sincretismo.
Le sue opere ormai sono presenti in tutto il mondo, ma l’Italia rappresenta uno dei luoghi più amati dall’artista. Alcune tra le sue installazioni, infatti, sono quella alla Fattoria Celle di Pistoia che ospita il Teatro Celle; o ancora la scultura di Parco del Sole ospitata a L’Aquila nell’ambito del progetto Nove artisti per la ricostruzione. In questo caso l’artista ha dimostrato una sensibilità non solo architettonica ma soprattutto civile e solidale.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 15 marzo 2015
Beverly Pepper

a cura di Roberta Semeraro
Catalogo Gli Ori
MUSEO DELL’ARA PACIS

Lungotevere in Augusta Roma
06 0608
[email protected] 
[email protected]
www.arapacis.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40518/beverly-pepper-allara-pacis/

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.