Nel 1981 Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, coppia d’oro del cinema francese, girano Trop tôt/Trop tard, piccolo capolavoro in cui il vero protagonista del dramma storico/filmico è il paesaggio egiziano, intrecciato con una serie di memorie vicine e lontane. Un paesaggio osservato ad altezza d’uomo, con tutti gli stravolgimenti politico-sociali che definiscono, nel tempo, il rapporto con la terra, con la Stato, con l’idea stessa di comunità, di utopia, di lotta e di trasformazione. Al centro, in una strana liaison che segue un enorme gap cronologico e geografico, ci sono le rivolte francesi  del 1789 e quelle egiziane del 1952. Lo spunto è una lettera di F. Engels a K. Kautsky, insieme a un estratto da “La lutte de classes en Egypte, 1945-19702 di M. Hussein.

Così raccontava Huillet: “Vengono mostrati molti teatri dell’oppressione, della ribellione, si ascoltano i rumori del presente, viene raccontata la storia di classe della Francia nei mesi che precedettero il 1789 con le parole di Friedrich Engels e una voce di donna (la mia!, in tedesco con accento francese, affinché esista un legame con i paesaggi e i nomi), e poi, da una voce d’uomo con accento arabo, la storia delle lotte contadine in Egitto e della liberazione dai colonizzatori occidentali, ma non dell’oppressione di classe nel proprio paese. Differenze tra tempo storico e tempo “eterno” (!), ciò che è uguale, ciò che è completamente diverso, laddove lo spazio diviene tempo (una cosa che appartiene alla storia, ma che è anche l'”essenza” della cinematografia)…”.

Trop tôt/Trop tard è in mostra, dal 22 gennaio al 12 aprile 2015, negli spazi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, all’interno del progetto espositivo curato da Marco Scotini e inaugurato in occasione di Artefiera. E proprio dal film arriva il titolo di questa grande collettiva dedicata all’arte contemporanea del Medio Oriente:Too Early too late. Middle East and Modernity” fa il punto sulla scena attuale di questa complessa area del mondo, nel cuore di un difficile processo di transizione, mettendo insieme dipinti, installazioni, documenti, fotografie, video e film provenienti da sessanta collezioni italiane: da AgiVerona (Verona) ad Alessandra e Paolo Barillari (Roma), da Enea Righi (Bolzano) alla Fondazione Fotografia Modena (Modena), dalla Fondazione Giovanni Giuliani (Roma) alla, Fondazione Nomas (Roma).
E la tensione tra modernità e conservazione, fra tradizione e nuove frontiere estetiche, culturali, tecnologiche, nonché tra Oriente e Occidente, mondo cristiano e mondo musulmano, è un elemento intorno a cui si declinano narrazione e allestimento: “È interessante il rapporto con la modernità, questo scarto, questi tempi non perfettamente sincronizzati”, spiega Scotini, “ci sono opere straordinarie e per noi inedite, vedi l’uso del tappeto nell’arte contemporanea o l’uso delle ceramiche, e poi ad esempio gli iPad, i cellulari: è questa pluralità di opzioni, di scelte, che mi pare di una ricchezza incredibile, anche per noi in Occidente”.

“Too Early too late” fa parte della sezione di Artefiera dal titolo Focus Est, una finestra speciale sulla produzione culturale, i contesti geopolitici ed il mercato dell’arte propri dell’area mediorientale. Un segnale importante, anche nell’ottica dell’invocato dialogo tra i popoli, con il potere dell’arte e la forza delle immagini a fare da tessuto connettivo, da occasione luminosa di dibattito e di incontro.

– Helga Marsala

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.