Leonard Freed. Un canto d’amore (fotografico) per l’Italia

Centro Culturale Candiani, Venezia – fino al 1° febbraio 2015. A Mestre, una dichiarazione inequivocabile: “Io Amo l’Italia”. Con Leonard Freed e cento fotografie, frutto di oltre quarantacinque viaggi nella Penisola.

Leonard Freed. Sicilia, 1975 - © Leonard Freed - Magnum (Brigitte Freed)
Leonard Freed. Sicilia, 1975 - © Leonard Freed - Magnum (Brigitte Freed)

Leonard Freed (New York, 1929 – Garrison, 2006) nasce da una famiglia operaia ebrea di origine russa. Adolescente, coinvolto dalla pittura, si iscrive a una scuola di disegno e grafica, allestendo nella cantina dei genitori il suo studio d’artista, mentre in una tipografia lavora da grafico. Nel 1952 parte per l’Europa e arriva nel nostro Paese: e l’Italia segnerà la sua esistenza.
Attraversa la Penisola con un amico pittore che lavora scattando fotografie, capisce che è anche per lui la giusta soluzione per la curiosità e il desiderio di conoscere il mondo e se stesso. Di ritorno negli Stati Uniti diventa fotografo professionista e frequenta Little Italy, la vivacità e il folklore degli italo-americani catturano il suo sguardo verso l’Italia per sempre.
Nel 1954 ricerca le sue radici ebraiche, e le immagini scattate vanno a formare il libro La Danse des fidéles. Nel 1958 si trasferisce in Olanda e sposa Brigitte Klück, conosciuta a Roma. Nel 1963 rientra negli Stati Uniti e segue la discriminazione razziale, da cui nasce il potente libro Black and White America, a proposito del quale afferma: “Volevo che fosse duro, così da rispecchiare la mia esperienza”. Nel 1972 entra nella prestigiosa agenzia Magnum.

Leonard Freed. Roma, 1958 - © Leonard Freed - Magnum (Brigitte Freed)
Leonard Freed. Roma, 1958 – © Leonard Freed – Magnum (Brigitte Freed)

La mostra è la penetrante anima umanista di Freed. Napoli è la prima sezione: i suoi abitanti, il folklore e il paesaggio sono l’Italia del Sud degli Anni Cinquanta. In uno scatto, un ritratto di giovane donna e sullo sfondo, figli e mogli di pescatori, semplicità e conservazione, con copricapi in disuso e bellezza di volti accarezzati dal sole. Si prosegue con Venezia, con scene insolite tra le calli. Dopo Milano, la sezione di Little Italy di New York. Dopo Firenze, un’ampia sezione dedicata alla Sicilia. Una vita conviviale, tra ruralità e consuetudine, tra cui un uomo in corsa, con un pesante pesce caricato su un grande carretto. La fatica nell’espressione e la leggerezza del gesto di trasporto, un attimo di perfetto equilibrio e di vita. E in ultimo Roma, con i famosi scatti rubati in Vaticano e la nevicata del 1958.
Tutte le immagini, emotivamente avvincenti sono la ricerca viscerale della vita, le atmosfere, le domande a cui Freed ha cercato, scatto dopo scatto, di dare risposta, soprattutto al tempo, affermando: “La cosa che sto cercando di mettere nelle mie fotografie è l’elemento del tempo. Il tempo passa e noi abbiamo bisogno di esserne consapevoli. La fotografia ci può dare questa consapevolezza”.

Terry Peterle

Venezia // fino al 1° febbraio 2015
Leonard Freed – Io amo l’Italia
a cura di Enrica Viganò
CENTRO CULTURALE CANDIANI
Piazzale Candiani 7 (Mestre)
041 2386111
[email protected]
www.centroculturalecandiani.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40148/leonard-freed-io-amo-litalia/

  • Buon venerdì di fuoco no di ghiaccio , bravo fotografo per inquadrature sgranate e in Black and white