Il derby della Capitale è conceptual. Con Flavio Favelli

Porto Fluviale, Roma – fino al 22 marzo 2015. Un raffinato intervento concettualista realizzato con le “figurine” di quegli atleti che hanno militato sia nella Lazio che nella Roma. Anche così si può fare arte pubblica. Succede in zona Ostiense.

Flavio Favelli, Campioni, 2014
Flavio Favelli, Campioni, 2014

Flavio Favelli (Firenze, 1967; vive a Bologna) ha individuato i (non molti) calciatori che in un secolo circa hanno militato sia nella Lazio che nella Roma, i due football club della Capitale nati rispettivamente nel 1900 e nel ‘27. Ne ha quindi ingigantito le relative “figurine”, componendo un fregio fotografico in cui ciascun atleta, immortalato due volte, compare come mezzobusto con indosso le casacche di entrambe le squadre. Si tratta di un raffinato intervento concettualista costruito sul tabù dell’appartenenza a compagini percepite come rivali acerrime, il cui risultato è una visione ambivalente sorprendentemente straniante. L’efficacia dell’operazione si deve in gran parte all’impaginazione street, che mantiene in equilibrio contenuti solo referenziali, appunto di facciata (il calcio e la sua iconografia), e contenuti di fondo (il doppio e la sua vertigine). Se presentato in galleria il progetto perderebbe molta della sua carica.

Pericle Guaglianone

Roma // fino 22 marzo 2015
Flavio Favelli – Campioni
a cura di Adriana Rispoli
SKIN TASTE – PORTO FLUVIALE
Via del Porto Fluviale 22
06 5743199
[email protected]
www.portofluviale.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41055/skin-taste-flavio-favelli/

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.