Tutto sulla pittura. Alla Fondazione Sandretto di Torino

Per i suoi vent’anni, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino mette in mostra opere di giovani pittori con la cura di Gregor Muir, direttore dell’ICA di Londra. Affiancati dalle personali di David Ostrowski e Isa Genzken. In attesa dell’apertura di un nuovo megaspazio dedicato alla collezione di Patrizia Sandretto. E intanto questa sera, martedì 2 dicembre, si presenta il nuovo libro di Vincenzo Trione, curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2015.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo festeggia il ventennio di attività con un’esposizione a cura di Gregor Muir, direttore dell’ICA – Institute of Contemporary Arts di Londra. La mostra intitolata Beware Wet Paint è allestita contemporaneamente nella sede londinese dell’ICA e segna l’avvio (e il consolidamento) di una serie di collaborazioni internazionali. L’esposizione è affiancata da due personali, Basic Research Paintings a Isa Genzken e Just Do It, il cui protagonista è il giovane David Ostrowski (Colonia, 1981).
Ostrowski apre la serie di mostre con due grandi tele monocrome all’ingresso della project room, primo spazio del percorso espositivo della Fondazione. Sulle due tele – una bianca e una nera – si percepiscono appena tracce dell’artista, impronte che spezzano la monotonia della campitura la cui piattezza è animata da flebili indici. Essenziali e nella cromia e nelle forme rappresentate, le tele astratte presentano forme ridotte ai minimi termini, segni spray che fluttuano al pari delle tele sospese, le quali restituiscono una pittura volutamente incomprensibile che, a detta dell’artista, è “una questione di non capire”.
Alla riduzione spiazzante dell’astrazione di Ostrowski si contrappone la complessità cromatica e mediale di Beware Wet Paint, che si presenta come una collettiva di undici artisti emergenti scelti da Gregor Muir fra i migliori talenti del panorama contemporaneo; una generazione di artisti che si riallaccia all’arte concettuale, arricchendola con una ricerca attraverso i media digitali.

Beware Wet Paint - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2014
Beware Wet Paint – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2014

All’entrata della grande sala spiccano le evanescenti velature spray su parete di Isabelle Cornaro, una pittura acrilica rarefatta che mette in questione l’autonomia dell’opera d’arte poiché queste pitture, intitolate Reproductions, sono ingrandimenti di dipinti già realizzati in precedenza dall’artista. Sulla sua falsariga Jeff Elrod propone suggestive commistioni di pittura e tecnologia digitale, sfocature che confondono lo spettatore e capaci di suggerire una dimensione spazio-temporale altra.
Il puntinismo in morphing di Parker Ito deriva anch’esso dallo zoom di immagini prese sul web, che riporta su una tela in seta montata su telai di alluminio; dal pointillisme ai pixel scomposti di un’immagine il passo è breve, così che Ito genera un cortocircuito fra l’esperienza visiva propria dell’era tecnologica e la storia dell’arte.
Korakrit Arunanondchai si distingue, invece, dagli altri per una commistione di performance e pittura; il suo Untitled (Body painting 10) mischia materiali “democratici”, come il jeans e la candeggina, a una performance restituita figurativamente sulla superficie della tela: all’interno del suo disegno astratto campeggiano fotografie di fiamme che nell’azione precedente dell’artista hanno usurato il tessuto proprio nel punto in cui compaiono.

David Ostrowski alla Fondazione Sandretto Re Rebaudendo, Torino 2014
David Ostrowski alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2014

L’ultima sezione dello spazio espositivo della Sandretto è dedicata a Isa Genzken (Bad Oldesloe, 1948) i cui oli su tela appartengono a un corpus di opere nato fra il 1989 e 1991. Di colore grigio e verde scuro, sono realizzate con la tecnica del frottage: posta la tela sul pavimento, Genzken appone uno strato di colore che screpola con una spatola, lasciando affiorare le asperità della superficie; in tal modo la tela si anima con un chiaroscuro derivante dall’ombreggiatura delle particelle ricettate dal pavimento. Il campo cromatico delle tele, simili fra loro, si presenta così come una difforme tessitura su cui rimangono impresse tracce indicali in negativo di ciò che ha captato rendendo la sensazione di una restituzione fotografica dell’olio su tela.

 

Martina Lolli

Torino // fino al 1° febbraio 2015
Beware Wet Paint
a cura di Gregor Muir
Isa Genzken – Basic Research Paintings
Torino // fino al 28 febbraio 2015
David Ostrowski – Just Do It
​FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO
​Via Modane 16
011 3797606
[email protected]
www.fsrr.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37053/beware-wet-paint/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39519/isa-genzken-basic-research/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37050/david-ostrowski/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40532/vincenzo-trione-effetto-citta-artecinemamodernita/

 

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.