Riflettere sull’immortalità. Tatsuo Miyajima a Milano

Lisson Gallery, Milano – fino al 9 gennaio 2015. Tatsuo Miyajima inserisce per la prima volta nella sua serie numerica la cifra zero. E la sua personale milanese diventa “KU”.

Tatsuo Miyajima, The Moon in the Ground, 2014 - Lisson Gallery

Tatsuo Miyajima (Ibaraki, 1957)li chiama “gadget”, quegli ampi contatori LED che in occasione della mostra KU adornano i muri della Galleria Lisson, capaci di sfondare lo spazio-tempo verso una dimensione amorfa, dove tutto scorre e tutto torna. L’esposizione presenta una selezione di questi schermi neri, wall intitolati Life, poiché è il flusso ininterrotto della vita che Miyajima cerca di descrivere attraverso lo scorrere continuo dei piccoli numeri. Ma questa volta l’artista inserisce anche lo zero, simbolo del silenzio e della morte, che nella concezione buddista è solo uno stato di passaggio fra un’esistenza e un’altra. E allora subitaneamente i “gadget” si spengono per riaccendersi all’approssimarsi di un visitatore.

Tatsuo Miyajima, The Moon in the Ground, 2014 - Lisson Gallery
Tatsuo Miyajima, The Moon in the Ground, 2014 – Lisson Gallery

Le piccole sculture C.F. Loop sono organismi biomorfi che ricordano gli intrecci dei nervi e delle vene del corpo umano, anch’essi sistemi di calcolo fluttuante sospesi fra miriadi di combinazioni fra essere e non essere. Con The Moon in the Ground Miyajima integra la sua arte all’interno di un paesaggio naturale: all’esterno della galleria una grande lastra specchiante riproduce le fattezze della luna sulla cui superficie campeggiano, scorrevoli, i numeri della nostra esistenza.

Martina Lolli 

Milano // fino al 9 gennaio 2015
Tatsuo Miyajima – KU
LISSON GALLERY
Via Zenale 3
02 89050608
[email protected]
www.lissongallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40126/tatsuo-miyajima-ku/

 

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.