La vita segreta degli oggetti. In una mostra a Verona

La Giarina Arte Contemporanea, Verona – fino al 28 febbraio 2015. A volte le alchimie del pensiero producono scenari che non trascurano la cosalità che avvolge l’esistenza. Il vuoto fluttuante dell’oggettualità si riempie così di senso e si avvia al suo destino.

Una riflessione incentrata sulla “cosa” e sul suo divenire. O meglio, come recita il titolo, sul suo “destino”. In questo percorso sono stati scelti, con sapienza e gusto, artisti storici come César, Arman, Tadeusz Kantor, Kurt Schwitters e Daniel Spoerri e contemporanei come Andrea Bianconi, Enrica Borghi, Alessia Carginelli, Flavio Favelli, Fischli & Weiss, Christian Fogarolli e Daniele Girardi. Una mostra, questa, che potrebbe benissimo essere proposta da un museo, basterebbe ampliarla o modificare gli equilibri tra moderno e contemporaneo. Dodici opere e un omaggio al cinema, quello di Michelangelo Antonioni, che con Zabriskie Point (1970) mette in scena, nell’ultima sequenza del film, la deflagrazione delle “cose” del nostro mondo. Una casa, mentre scorre la colonna sonora di un famoso pezzo dei Pink Floyd, esplode al rallentatore, con tutti gli oggetti in essa contenuti.
Holy burrow (2012) di Christian Fogarolli rappresenta la banalità del quotidiano: oggetti raccolti da una persona e conservati per tutta la vita. Poco più in là, Schwitters, con Whirl (1946), crea un vortice di manufatti quotidiani legati alla vita dell’artista.
Mentre la generazione “moderna” invita il mondo degli oggetti ad entrare nelle opere, gli artisti più giovani li slegano dalla funzionalità e creano nuovi mondi fantastici a noi sconosciuti: due diversi modi di intendere la “cosa” nella sua pura materialità.

Claudio Cucco

Verona // fino al 28 febbraio 2015
Il destino delle cose
a cura di Luigi Meneghelli
LA GIARINA
Via Interrato Acqua Morta 82
045 8032316
info@lagiarina.it
www.lagiarina.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39989/il-destino-delle-cose

 

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.