Ironia del cinema. Anna Franceschini a Bristol

Spike Island, Bristol – fino al 14 dicembre 2014. Cinque anni di indagine sul cinema, un percorso immersivo tra Golem e luna park. Per un’esperienza tanto lirica quanto ironica. Il punto sulla poetica di Anna Franceschini.

Anna Franceschini, The Stuffed Shirt, 2012 - Produced with the support of Peep-Hole, Milan and Vistamare | Benedetta Spalletti, Pescara - courtesy the artist and Vistamare | Benedetta Spalletti, Pescara

Con la sua prima personale in terra inglese, Anna Franceschini (Pavia, 1979; vive ad Amsterdam e Milano) sceglie di fare il punto sulla più recente attività di ricerca sul medium cinematografico: cinque anni distillati in sette videoinstallazioni, diffuse attraverso gli ampi spazi espositivi di Spike Island. In breve, si passa dai più grandi e chiassosi formati a intime e sfuggenti esperienze visive, in un percorso sapientemente costruito attraverso discreti richiami luminosi e concettuali, soglie che si aprono delicatamente nella penombra diffusa.
All’avvio, la traccia più marcata pare quella del passato: acceso e squillante, il parco divertimenti di The Player May Not Change His Position (2009) ha già tutti gli ingredienti della produzione successiva, in un taglio documentaristico pronto a essere tradito, alla ricerca di meccanismi più profondi. L’allestimento delle opere stimola il vagabondaggio, ma seguendo la spirale dei richiami si giunge fino al lavoro più recente, Before They Break, Before They Die, They Fly! (2014). Qui il luna park è ironicamente messo a nudo, la magia del cinema ridotta a trucco illusionistico, a una slot machine smontata. Ma la decostruzione è operata con una delicatezza tale che l’esperienza estetica non si nega mai del tutto al trasporto emotivo.
Attraverso le altre sale, scopriamo quindi intrecciarsi trame ulteriori, con una costante prevalenza dei soggetti meccanici: le allusioni al cinema d’avanguardia si venano di richiami più pop; qualche strizzata d’occhio più marcata invita a ripensare il mito del Golem in chiave contemporanea, mentre il grande assente, la figura umana, afferma la sua implicita centralità. C’è anche spazio, poi, per derive puramente mortifere, in fredda tassidermia, a ricordarci la natura più profonda del cinema, meccanismo artificiale che imita (o sostituisce) la vita.

Anna Franceschini, The Stuffed Shirt, 2012 - Produced with the support of Peep-Hole, Milan and Vistamare | Benedetta Spalletti, Pescara - courtesy the artist and Vistamare | Benedetta Spalletti, Pescara
Anna Franceschini, The Stuffed Shirt, 2012 – Produced with the support of Peep-Hole, Milan and Vistamare | Benedetta Spalletti, Pescara – courtesy the artist and Vistamare

Ironico è in definitiva l’approccio di Anna Franceschini, ma in un senso altro dal socratico: un dialogo che smonta il proprio linguaggio, alla ricerca di una verità che si cela al cuore della finzione stessa. La scelta di presentarlo attraverso una selezione di opere così stringente è certo una presa di posizione forte nello svolgimento della sua poetica: forse ancora sulla strada della maturazione, raggiunge qui una pressoché ineccepibile definizione sul piano teorico ed estetico. E la strada a seguire ha il vantaggio di offrirsi tanto ben delimitata, quanto lontana da ogni chiusura di maniera.

 

Simone Rebora

 

Bristol // fino al 14 dicembre 2014
Anna Franceschini – Laws of Attraction
a cura di Alice Motard
SPIKE ISLAND
133 Cumberland Road
+44 (0)117 9292266
[email protected]
www.spikeisland.org.uk

 

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.