Fabrizio Cotognini a Milano. Cultura visiva odierna, temi eterni

Prometeo Gallery, Milano – fino al 9 gennaio 2015. Una riflessione sulla vanità dei nostri tempi attraverso una carrellata di citazioni. La personale del giovane Fabrizio Cotognini, dal titolo “Havel Havalim”, non porta nulla di nuovo sotto il sole. E non è detto che sia un male…

Fabrizio Cotognini, Otto studi sui teschi, 2014 - courtesy l’artista e prometeogallery, Milano-Lucca

Se l’iconografia cambia, in una transumanza di simboli ed effigi, i temi principali della narrazione umana permangono, a dispetto dell’evoluzione culturale e sociale. Fabrizio Cotognini (Macerata, 1983; vive a Civitanova Marche) individua nella bellezza, nella morte, nella violenza, nella fede e nel progresso scientifico quegli orizzonti imprescindibili che fa rivivere in un sentore in bilico fra l’arcaico e l’attuale: con la perfezione del suo tratto rivisita lo stile di maestri dell’arte moderna (come Mantegna, Caravaggio, Piero della Francesca) per concepire tavole bianche, quasi pagine di un’enciclopedia, dentro le quali campeggiano naturalia accostati per aree tematiche, in una sorta di collage anacronistico tuttavia attuale. Ad animali mitologici si contrappongono primi piani di volti delle vittime del conflitto di Gaza e restituiti con tecniche dismesse: dalla biacca alla sanguigna, dalla gomma arabica all’acquerello, per una carrellata di immagini anamorfiche nella prospettiva storica. E tutto ciò grazie al sapiente uso della citazione che, in un cortocircuito fra passato e presente, plasma un nuovo immaginario: quello della vanità e dello spreco della società dei consumi.

Martina Lolli

Milano // fino al 9 gennaio 2015
Fabrizio Cotognini – Havel Havalim
PROMETEOGALLERY
Via Ventura 3
02 226924450
[email protected]
www.prometeogallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/40111/fabrizio-cotognini-havel-havalim/

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.