Nella rete di David Prytz

Galleria Mario Iannelli, Roma – fino al 20 dicembre 2014. Il nuovo spazio di Iannelli nella Capitale apre con una mostra di David Prytz. Un ambiente in cui tutto è interconnesso. E in cui lo spettatore si sente perlopiù un intruso.

David Prytz alla Galleria Iannelli - installation view. Photo Roberto Apa. Courtesy David Prytz e Galleria Mario Iannelli

Roma deve essere tornata di tendenza e il quartiere Flaminio deve essere destinato a diventare un nuovo polo di interesse per l’arte contemporanea se il gallerista Mario Iannelli – di stanza con successo a Berlino – l’ha scelto come punto di appoggio nella capitale. La mostra del danese David Prytz (Aarhus, 1979) si intitola Literal e incorpora lo spazio della galleria tessendo una ragnatela di materiali diversi dai riflessi metallici, palescenti, trasparenti. I vari agglomerati interagiscono tra di loro, si attivano l’un l’altro o sono semoventi. La sensazione che si ha percorrendo lo spazio espositivo è più che altro quella di disturbare. Anzi di inquinare con la propria presenza un microcosmo che si autoalimenta e si scambia rimandi e informazioni potenzialmente infiniti, almeno quante sono le superfici e le protuberanze che movimentano gli oggetti. Prytz considera i materiali innanzitutto dal punto di vista della “materia”, quindi è interessato alla loro consistenza e al loro carattere informe, caratteristiche che gli permettono di plasmarli e creare di volta in volta ambienti diversi.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 20 dicembre 2014
David Prytz – Literal
MARIO IANNELLI
Via Flaminia 380
06 89026885
[email protected]
www.marioiannelli.it

MORE INFO:

http://www.artribune.com/dettaglio/evento/38687/david-prytz-literal

 

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.