La meravigliosa storia di Peter Schlemihl (illustrata da Kirchner)

Brücke Museum, Berlino – fino al 16 novembre 2014. Il trauma della Prima guerra mondiale in uno degli artisti più importanti dell’Espressionismo tedesco. Ricalcato letteralmente in una serie di incisioni per le quali Kirchner si ispirò a una novella. Dove si vende l’anima al Diavolo…

Ernst Ludwing Kirchner, Peter Schlemihl‘s Wondrous Story, 1915 © SilviaNeri

Fino al 16 novembre Peter Schlemihl’s Wondrous Story di Ernst Ludwig Kirchner (Aschaffenburg, 1880 – Frauenkirch-Wildboden, 1938) è in mostra al museo della Brücke a Berlino. Si tratta della fiaba dello scrittore e botanico franco-tedesco Adalbert von Chamisso. Scritta nel 1814 sotto forma di novella per l’infanzia, fu rappresentata un secolo più tardi da Kirchner con un lettura più adulta rispetto all’originale.
L’opera in mostra è il più importante lavoro a stampa dell’artista tedesco ed è costituita da una litografia e sette xilografie a colori: le immagini rispecchiano un momento storico e personale dell’artista che, per solitudine ed esclusione sociale, si sentì affine al personaggio di Schlemihl. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, infatti, il mondo cambiò e l’artista, arruolatosi, fu colpito da un pesante esaurimento nervoso le cui conseguenze lo segnarono per il resto della vita, fino al suicidio.
Come raccontato nella storia ottocentesca, dove il protagonista Schlemihl vende la sua ombra al Diavolo, perdendo quindi una parte di se stesso, allo stesso modo Kirchner, nella volontà di esprimere il proprio malessere psicologico, interpreta l’ombra mancante della storia di Chamisso come la perdita della propria identità durante il periodo nell’esercito. La perdita dell’individualità e il corrispettivo assumersi del travestimento dell’uniformità devastarono enormemente l’artista tedesco.

Ernst Ludwing Kirchner, Peter Schlemihl‘s Wondrous Story, 1915 © SilviaNeri
Ernst Ludwing Kirchner, Peter Schlemihl‘s Wondrous Story, 1915 © SilviaNeri

In mostra sono dunque presenti la litografia e le xilografie: in un percorso allestito con grande cura, il pubblico può osservare le differenze di stile e colori delle diverse versioni. Anche se l’ispirazione letteraria fu per l’artista solo una linea guida che non influì direttamente sulla rappresentazione, ci sono comunque quattro xilografie che possono essere ricondotte a precisi passaggi del testo. Le immagini sono state realizzate rapidamente e rispecchiano il sentimento di solitudine esistenziale dell’artista e presentano i tratti caratteristici dell’Espressionismo tedesco, così violento e così turbato al tempo stesso.
La serie di Kirchner si presenta come un prezioso lavoro di stile, tecnica e rappresentazione espressionista che si inserisce coerentemente nella linea estetica dell’artista.

Silvia Neri

Berlino // fino al 16 novembre 2014
Ernst Ludwig Kirchner – Peter Schlemihl‘s Wondrous Story
BRÜCKE MUSEUM
Bussardsteig 9
+49 030 8312029
[email protected]
www.bruecke-museum.de

 

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.