Gli anni Sessanta a Lugano, il pensiero del futuro

Cortesi Contemporary, Lugano – fino al 22 novembre 2014. I primi Anni Sessanta tornano a rappresentare la grande aspettativa di una generazione. Tra Apollonio, Biasi, De Vecchi, Dadamaino, Colombo e Vigo, la mostra restituisce una ricognizione di forma e materia.

Come sottolinea Marco Meneguzzo, curatore di Great Expectations. Il pensiero del futuro nell’arte degli anni Sessanta, la mostra è nata con l’intento di restituire, attraverso i lavori di sedici artisti, “l’atmosfera di fiduciosa speranza nel futuro, di mutamento radicale delle prospettive da cui guardare al mondo e, di conseguenza, di comprenderlo e di governarlo. In questo senso lo sforzo creativo degli artisti partecipava in pieno allo sforzo collettivo, sociale, che viveva la stessa ‘speranza progettuale’ (tanto per citare un famoso testo di Tomàs Maldonado), in maniera forse più istintiva e meno consapevole, ma con lo stesso impeto”. Tra lavori di piccole e medie dimensioni di Alviani, Grignani, De Vecchi e Colombo, Cortesi Contemporary propone anche: i filamenti di Soto, le infiammazioni di Aubertin, le fluorescenze di Vasarely, così come i riverberi di Mack e le ricorsività ipnotiche di Wilding, basando sulle esperienze italiane, l’ascesa di artisti internazionali che hanno trasferito la loro ricerca del futuro nella volontà compositiva verso un nuovo tempo dell’avanguardia.

Ginevra Bria

Lugano // fino al 22 novembre 2014
Great expectations. Il pensiero del futuro nell’arte degli anni Sessanta
a cura di Marco Meneguzzo
CORTESI CONTEMPORARY
Via Frasca 5
+41 (0)91 9214000
[email protected]
www.cortesicontemporary.ch

 

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http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37075/great-expectations