Francesco Arena. Fra Thoreau e Kerouac

Davide Gallo, Milano – fino al 9 novembre 2014. Negli spazi di via Farini, un nuovo progetto dell’artista pugliese costella le pareti, divise, le une fra le altre, come versanti di uno stesso specchio. Da una parte si ravvisa un sé, dall’altra si legge il presentimento di una memoria.

Francesco Arena - Double Cabin with Times - veduta della mostra presso Davide Gallo, Milano 2014

Francesco Arena (Mesagne, 1978), negli spazi di Davide Gallo, allestisce una sola installazione consecutiva. Un labirinto speculare, creato per cercarsi continuativamente. Un impianto regolare all’interno del quale leggere e leggersi. Un progetto inedito dal titolo Double Cabin with Times. Un percorso che rilegge l’origine del destino umano, seguendo la ricerca introspettiva di Thoreau nelle interpretazioni ideologiche di Kerouac. Per arrivare a una esaltazione del fattore tempo quale unità di misura dell’esistenza. Arena si appropria della frase “We Know Time”, pronunciata da Neal Kassidy in On The Road, per sezionare lo spazio della galleria, doppio rispetto alla capanna di Thoreau. Così, a ogni svolta, il visitatore può intravedere, inciso sulla superficie di sei eleganti lastre di bronzo lucidato, il ribaltamento speculare di un principio. Un precetto iniziale che sfrutta le proprie combinazioni trasformandosi in: Time Knows Us, We Knew Time, Time Knew Us, We Will Know Time e Time will Know Us.

Ginevra Bria

Milano // fino al 9 novembre 2014
Francesco Arena – Double Cabin with Times
DAVIDE GALLO
Via Farini 6
339 1586117
[email protected]
www.davidegallo.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/38593/francesco-arena-double-cabin-with-times/

CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • angelov

    Per un artista così scevro da compromessi e diretto nei suoi messaggi sociali, forse l’ombra del dubbio a volte non solo non nuocerebbe, ma contribuirebbe anche al raggiungimento di una piena maturità culturale.