C’era una volta, oggi. Ivan Glazunov a Venezia

Fondazione Querini Stampalia, Venezia – fino all’11 gennaio 2015. Si rinnova il sodalizio tra la fondazione, Ca’ Foscari e lo CSAR – Centro Studi sulle Arti della Russia. Una mostra ricca e ben studiata celebra il lavoro di Ivan Glazunov, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Senza sbavature retoriche.

Fondazione Querini Stampalia, C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov, ©Angela Bianco

La nuova stagione espositiva veneziana si è aperta con una pacifica invasione russa. Sulla scorta dei progetti elaborati dallo CSAR – Centro Studi sulle Arti della Russia guidato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, entrambi docenti presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari, alcune delle più prestigiose istituzioni lagunari hanno accettato con entusiasmo l’invito a costituirsi partner di approfondimenti sulla produzione artistica russa, contemporanea e non. Dal Museo Correr a Palazzo Franchetti, fino alla stessa Ca’ Foscari, gli eventi in programma sono molteplici, riunendo le sedi espositive in una sorta di conversazione a distanza. Non ultima la Fondazione Querini Stampalia, che ospiterà nelle sue stanze ben due rassegne dedicate ad artisti capaci di interpretare la contemporaneità come strumento per mantenere in vita le tradizioni della propria terra.

 Ivan Glazunov, Costume di Niznij Novgorod, 2006, olio su tela, 100x90
Ivan Glazunov, Costume di Niznij Novgorod, 2006, olio su tela, 100×90

Si comincia con Ivan Glazunov (Mosca, 1969), pittore del tempo presente, ma con uno sguardo attento al passato, eredità preziosa da attualizzare e nutrire con la linfa dell’oggi. Amante degli aspetti immediati della realtà, e folgorato in gioventù dai paesaggi della Russia settentrionale, Glazunov ravvisa in essi una via d’accesso alla storia del suo Paese, trasposta, con guizzi di spontaneità e mano contemporanea, nelle opere e nei soggetti che le animano. Gli oli su tela, carta, cartone tratteggiano paesaggi densi, ambienti e volti familiari, interni domestici e figure in abiti popolari che restituiscono, al contempo, frammenti di tradizione e pozze di emotività viva, inscindibili gli uni dagli altri.
Bastano il dettaglio di un oggetto antico o lo scorcio di un monumento storico a vivificare il passato nel presente, ripetendo il processo di immedesimazione emotiva sperimentato, e poi veicolato, dall’artista. La stessa collezione privata di Glazunov, fatta di preziosi oggetti di antiquariato provenienti dal nord della Russia e raccolti nel tempo, contribuisce alla creazione di “microcosmi viventi” che trasmettono l’immagine di un Paese amato dall’artista e l’urgenza di preservarne i “valori originari”.

Fondazione Querini Stampalia, C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov, ©Angela Bianco
Fondazione Querini Stampalia, C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov, ©Angela Bianco

I costumi tradizionali, i monili d’argento, gli oggetti d’uso quotidiano, esposti accanto alla produzione pittorica recente di Glazunov, aumentano il senso di intima familiarità che si respira in mostra, dove gli ultimi quattro secoli di una nazione convivono, senza iati, tra vita privata e storia. La natura stessa del luogo ospite della rassegna accresce tale sentore.
Come sottolinea Silvia Burini, curatrice della mostra insieme a Giuseppe Barbieri, la Fondazione Querini Stampalia, ex casa museo, si presta ad accogliere “un’esperienza esistenziale, di pittura e di vita”, come quella di Glazunov, riproducendo, anche negli allestimenti, la dimensione domestica in cui l’artista vive e crea. Il compito di legare spazi e tempi distanti spetta dunque allo sguardo di Glazunov che sceglie di affidarsi non soltanto alla pittura, ma ad una commistione di media, dalla musica alla video installazione realizzata con la moglie e regista Julija Glazunova, adatta a tracciare la “memoria frammentata” cui allude Barbieri. Ne deriva un’esperienza espositiva polisensoriale che, soprattutto oggi, induce a riflettere sull’importanza di una intensa rilettura del passato per una più consapevole interpretazione del presente e una migliore costruzione del futuro.

Arianna Testino

Venezia // fino all’11 gennaio 2015
C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov
a cura di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa
041 2711411
[email protected]
www.querinistampalia.org
www.unive.it/csar

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37797/ivan-glazunov-cera-una-volta-la-russia/

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.