Tra arte, matematica e geometria: il mondo magico di Escher

Chiostro del Bramante, Roma – fino al 22 febbraio 2015. Arriva a Roma la grande mostra dedicata a Escher. L’opera dell’artista olandese viene raccontata attraverso oltre cento opere. Tra arte, matematica e teoria della percezione. E un percorso didattico interessante.

L’occhio osserva curioso e si perde nell’intrecciarsi di segni, illusioni ottiche, prospettive vertiginose e architetture impossibili. Ma al contempo sorride, meravigliato ed emozionato nell’apprendere cosa possano generare la testa e le mani di un artista come Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898 – Laren, 1972). Una mostra affascinante, quella che si è inaugurata il 20 settembre presso il Chiostro del Bramante, attraverso cui si racconta, con oltre 130 pezzi, l’opera dell’incisore olandese. Curata da Marco Bussagli, l’esposizione ha potuto contare, fra gli altri, sui preziosi prestiti della collezione di Federico Giudiceandrea.
Finissimo intellettuale, Escher ha trasposto tutto il suo sapere nelle incisioni, che spaziano dai precisi paesaggi visti durante il suo tour italiano, alle simmetrie geometriche di spazi infiniti che si ripetono. Visse a Roma dal 1923 al 1935, anni che lui stesso definì i migliori della sua vita. Italia e Spagna furono Paesi fondamentali per lo sviluppo e la sua crescita artistica: le opere esposte alternano le ispirazioni tratte dal paesaggio italiano a quelle degli arabeschi dell’Alhambra. Giochi di luci, bianchi e neri, pieni e vuoti, forme che si perdono nel loro infinito riproporsi. Sogni e illusioni dettati da verità e calcoli matematici.

Maurits Cornelis Escher – Casa di scale (Relatività), 1951.Collezione Federico Giudiceandrea © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved
Maurits Cornelis Escher – Casa di scale (Relatività), 1951.Collezione Federico Giudiceandrea © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved

Durante tutto il percorso il visitatore è accompagnato da pannelli didattici dedicati a grandi e piccini, con esperimenti volti a spiegare i retroscena dell’opera dell’artista olandese, stimolando la partecipazione. Grazie al supporto creativo di Francesca Valan, si ha modo di entrare all’interno delle leggi della Gestalt giocando: in questo modo si apprendono i meccanismi visivi del nostro cervello, gli stessi che l’artista ha utilizzato per creare le sue opere. Si raggiunge così una migliore fruizione e una più profonda comprensione del complesso e raffinato universo di Escher.

Maurits Cornelis Escher - Vincolo d’unione, 1956. Collezione Federico Giudiceandrea © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved
Maurits Cornelis Escher – Vincolo d’unione, 1956. Collezione Federico Giudiceandrea © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved

Tra le prime opere che ci accolgono in mostra troviamo proprio i borghi italiani, riprodotti perfettamente ma al contempo personalizzati, così diversi dalle pianeggianti terre olandesi, che evolvono in schemi geometrici e modelli matematici precisi. Percorrendo la penisola nei suoi viaggi, Escher scoprì la natura e il paesaggio con lo stupore di un bambino, ritraendo i rapporti segreti tra le cose, mostrando la sua genialità nel fondere discipline inconciliabili tra loro come arte e matematica, natura e geometria, svelando l’ordine regolare e misterioso celato aldilà di ciò che gli occhi vedono. I suoi studi e le osservazioni sulla natura si tradurranno in litografie accuratamente disegnate che mostrano la tassellazione quale bellezza naturale creando un unicum. Dove ogni cosa combacia e nulla è disegnato in un punto per caso.

Isabella Calidonna

Roma // fino al 22 febbraio 2015
Escher
a cura di Marco Bussagli
CHIOSTRO DEL BRAMANTE
Arco della Pace 5
06 916508451
[email protected]
www.chiostrodelbramante.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37256/escher

 

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Isabella Calidonna
Calabrese, attualmente vive a Roma. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia e Conservazione del patrimonio artistico e archeologico presso l’Università della Calabria e la specializzazione post-laurea in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Siena. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati in Calabria, fino al suo trasferimento. Ha lavorato, e continua a farlo tuttora, come operatrice didattica presso luoghi culturali quali Colosseo, Scuderie del Quirinale, Palazzo delle Esposizioni, Musei Capitolini, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Terme di Diocleziano e Villa Torlonia. Si occupa altresì di editoria attraverso recensioni e presentazioni di libri. Ha fatto parte del comitato scientifico e organizzatore della seconda edizione della rassegna “Vedere l’Altro, vedere la Shoah” tenutasi presso l’UNICAl nel 2013. Si è occupata della valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale e culturale della sua città, nonché di progetti di comunicazione e culturali, tra cui la “Settimana della Cultura 2011” e le “Giornate Europee del Patrimonio 2009”. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni cartacee e su testate online.