Scriviamo con gli occhi e dipingiamo con le orecchie. Otto-Knapp e Kläs al Marino Marini

Museo Marino Marini, Firenze – fino all’8 novembre 2014. Doppia personale al femminile al museo toscano diretto da Alberto Salvadori. Sulle orme di Gertrude Stein, per riflettere sul sempre problematico rapporto fra opera, spazio e osservatore.

Mai assuefarsi a un processo sistematizzato di significato nell’arte. La maga della grammatica sperimentale, Gertrude Stein, scolpiva le proprie poesie sull’alienante ritmo dei contrasti, assemblando tra loro concetti deliberatamente familiari al preciso scopo di ribaltarne il senso. Dalla parola alla materia, sembra essere questo il minimo comun denominatore della coppia di inediti progetti in mostra al Marino Marini, il fil rouge di una seducente sinfonia linguistico-visiva composta da due direttrici d’orchestra d’eccezione: Silke Otto-Knapp ed Esther Kläs, per la prima volta in Italia.
In Cold Climate, Silke Otto-Knapp (Osnabrück, 1970; vive a Londra) si diletta a decostruire i rapporti tra opera, spazio e persona, avvalendosi della pittura come di una vera guastafeste. La polisemia allusiva dei lemmi della poetessa scorre in parallelo con le sussurrate variazioni cromatiche delle tele, che con segni e velature suggeriscono esperienze, costringendoci a un necessario sforzo d’interazione e delineando un perimetro d’azione che esce dalla superficie, espanendosi. Otto strutture autoportanti vanno a formare una scenografia e, come gli sfondi di un palcoscenico, disegnano una sempre mutevole dimensione architettonica dell’area espositiva, assumendo via via una nuova singolare identità. Il dipinto diventa altro, uscendo dalla sua limitante connotazione bidimensionale e assumendo quella di strumento performativo, quinta teatrale pronta a rivelarci che la scultura, quella vera, esiste in uno spazio che è indipendente dalle implicazioni di un qualunque lasso di tempo.

Museo Marini, Silke Otto-Knapp
Museo Marini, Silke Otto-Knapp

Parallelamente, Girare con te è per Esther Kläs (Mainz, 1981; vive a New York) l’occasione per ridefinire le più implicite dinamiche relazionali della scultura, ma dall’interno, attraverso i suoi stessi strumenti in gioco. Un insieme di sei opere e quattro fusioni in alluminio tracciano così la materia grezza nel momento in cui ha inizio il processo volto a plasmare la forma. I lavori innescano un rapporto di vicinanza e indagine tra spettatore, oggetto e spazio architettonico, un elegante e austero dialogo tra le parti, dove gli elementi si mostrano allo stato primordiale, evidenziando il loro fascino più autentico, ed è proprio questa precisa volontà di astrarre il soggetto reale il principio cardine della creazione.
Eppure, nel piccolo sacello della cripta, ecco che affiora una delle poche opere dove la forma svela un oggetto: una mano su un frammento di mattonella, testimonianza di un’esperienza vissuta in prima persona dalla Kläs. Un lacerto di memoria trascorsa impresso in un laconico gesto evocativo. Perché non c’è spazio per l’abitudine nei rapporti dove vige l’arte.

Sarah Venturini

Firenze // fino all’8 novembre 2014
Silke Otto-Knapp – Cold Climate
Esther Kläs – Girare con te
a cura di Alberto Salvadori
Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio
055 219432
[email protected]
www.museomarinomarini.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37995/late-one-morning-esther-klas-silke-otto-knapp/