Picasso, Bacon, Rembrandt, de Chirico. Tutti a fare un bagno.

Berlino, Kupferstichkabinett – fino al 26 ottobre 2014. L’arte fa il bagno al Kulturform. Con la mostra “Wir gehen baden”, focus su intimità, purificazione, abbandono e rêverie. Ovvero l’arte del lavarsi in cinquanta dipinti.

Ludwig von Hofmann Knaben am Strand, um 1895

Wir gehen baden, letteralmente “Andiamo a fare il bagno”, è l’invito del Kupferstichkabinett di Berlino a immergersi in una collezione di dipinti interamente dedicata al più gradevole dei riti quotidiani: il momento del bagno.
In un’ala del museo lontana dalle affollate permanenti, a garanzia di un’intimità consona al tema, una galleria dalle tinte cristalline traduce in colori un’esperienza così squisitamente tattile come l’azione o meglio “l’arte” del lavarsi: cura del corpo, rinnovamento, sogno, erotismo, malinconia, fino all’atavico timore dell’annegamento. Il mito di Diana e Atteone, le opere di Picasso, Rembrandt e de Chirico, lontane tra loro nel tempo e nello stile ma così vicine nell’acqua, indagano le molteplici dimensioni di un gesto che ci riconduce alla purezza natale. Le morbide bagnanti di Renoir e Degas ricreano l’atmosfera rarefatta e alleggerita da quell’assenza di preoccupazioni tipica di questa piccola pausa dal mondo, dagli altri e dalle noie che ne conseguono. L’ammollo distoglie l’attenzione da ciò che accade attorno al bagnante e la sposta sul sé che – libero di esplorarsi nell’atto della pulizia – si confronta con un corpo e un “io” che evolvono, cambiano, invecchiano e nell’acqua si rinnovano.

Ludwig von Hofmann Knaben am Strand, um 1895
Ludwig von Hofmann Knaben am Strand, um 1895

Nei suoi schizzi, Pisanello sfuma i contorni delle bagnanti e i corpi zuppi d’acqua perdono i propri limiti. Le figure spensierate di Zorn e von Hoffman sono a loro agio nude: condizione naturale e necessaria dell’immersione purificatrice, la nudità avvicina l’essere umano a una dimensione originaria e primordiale. In uno stato di abbandono fisico e mentale, corpi e pensieri di bagnanti (nelle tele) e voyeurs (nella sala e nei quadri) hanno gravità ridotta: il mondo è lontano, quanto lontani sono lo sguardo e il giudizio altrui quando vengono ignorati.
Una piacevole digressione che ruba giusto il tempo di un bel bagno caldo.

Michela Albizzati

Berlino // fino al 26 ottobre 2014
Wir gehen baden. Eine Sommerausstellung im Kupferstichkabinett
KUPFERSTICHKABINETT
Matthäikirchplatz 8
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