Perdersi per ritrovarsi. Il paese delle meraviglie di Silvia Levenson

Antonella Cattani Contemporary Art, Bolzano – fino al 4 novembre 2014. Una mostra raccolta e poetica che guarda al mondo dell’infanzia. Lavori diafani e trasparenti che provano a tornare all’età della fanciullezza come a un’ormai mitica e irraggiungibile età dell’oro.

Silvia Levenson - Stories, 2014 fusione in vetro con serigrafia

Sarebbe davvero interessante osservare quanta parte il mondo dell’infanzia abbia avuto nello sviluppo dell’arte contemporanea. L’universo dei bambini è stato spesso guardato dagli artisti con riserbo, invidia, emulazione, garbo o violenza. Nel caso di Sivia Levenson (Buenos Aires, 1957) l’approccio non potrebbe essere più rispettoso. Nei delicati lavori dell’artista argentina l’impiego del vetro, fragile e trasparente, rimanda all’ingenuità e delicatezza di questa fase della vita a cui l’artista guarda come a un tempo perduto a cui affannosamente tornare. “Credo che l’infanzia faccia parte di un mondo misterioso dove tutto è possibile”, afferma Levenson, e nelle sue opere, in cui rientra anche l’aspetto incontaminato della natura, si avverte quel desiderio di scappare di casa rifiutando il mondo dei grandi che almeno una volta ha attraversato la mente di qualunque bambino.

Gabriele Salvaterra

Bolzano // fino al 4 novembre 2014
Silvia Levenson – Wonderland
Antonella Cattani
Rosengartenstrasse 1a
0471 981884
[email protected]
www.accart.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37734/silvia-levenson-wonderland/

 

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.