Ghirri e Pascali: guardano cielo e mare a Polignano

Museo Pino Pascali, Polignano a Mare – fino al 25 gennaio 2015. Il mare di Pino Pascali e il cielo di Luigi Girri si guardano e si rimirano. A celebrare il 79esimo anniversario della nascita dell’artista pugliese, in un confronto dal grande fascino.

La Sensucht, l’anelito e la tensione verso l’infinito, ispirate dall’osservazione della natura ma attraverso la prospettiva del gioco-artificio, costituisce l’architrave tematico della mostra Pino Pascali e Luigi Ghirri: il mare e il cielo. Due artisti, due pietre miliari del rinnovamento visivo nell’arte contemporanea italiana degli Anni Sessanta e Settanta, a confronto in un dialogo ideale per celebrare il 79esimo anniversario della nascita di Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968). Rosalba Branà, direttrice del museo e curatrice della mostra con Anna D’Elia, omaggia infatti l’artista di Polignano definendolo “perfetto impostore e simulatore“, che “parte dal vero ed arriva al falso, artificiale, all’iperreale“.
È un incontro ideale questo dialogo tra Pascali e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992), che non si sono mai conosciuti data la morte prematura di Pascali, ma che sono accomunati dalla valenza rivoluzionaria e innovativa dei rispettivi linguaggi artistici: per Pascali le arti visive, per Ghirri la fotografia. Nel niveo scenario del Museo Pascali, due grandi opere dei due artisti d’avanguardia formano il nucleo dell’evento espositivo, che costituisce la prima parte di una rassegna sul Paesaggio contemporaneo a partire dagli Anni Sessanta.
Da una parte 32 mq di mare circa, opera del 1967 proveniente dalla GNAM di Roma, costituita da una lamiera in ferro e acqua colorata all’anilina nelle declinazioni dell’azzurro più vivido.

Pino Pascali, 32 mq, ph. Cosmo Laera, particolare
Pino Pascali, 32 mq, ph. Cosmo Laera, particolare

L’opera rappresenta il mare tanto amato da Pascali, le radici culturali mediterranee dell’artista, il luogo della memoria e dell’infanzia, espressione universale del genius loci. Pascali cerca di “ingabbiare” il mare – l’acqua interpretata come archè – in una griglia geometrico-matematica, ma nella poetica pascaliana è sempre presente l’imprevedibilità del caso, contenuta anche nel titolo dell’installazione (“circa“). L’opera è solo apparentemente “data”, infatti può essere combinata in modi differenti grazie all’interscambiabilità dei singoli pannelli che la compongono.
L’opera di Luigi Ghirri, invece, è Infinito del 1974 e proviene dal CSAC, centro studi di Parma. Il fotografo emiliano cattura con le prime reflex squarci di cielo: scatta una foto al giorno per un anno, assemblando il tutto in un pannello di oltre tre metri per due e non certo in ordine consequenziale, ma in base ad assonanze ideali tra le foto, in relazione alle variazioni della luce e del colore. In una sintesi che lascia trasparire, in tutta la sua levità e soavità, l’esperienza estetica di Ghirri, simboleggiando la relatività della fotografia di fronte all’incommensurabilità della natura.

Cecilia Pavone

Polignano a Mare // fino al 25 gennaio 2015
Pino Pascali e Luigi Ghirri: il mare e il cielo
a cura di Rosalba Branà e Anna D’Elia
MUSEO PINO PASCALI
Via Parco del Lauro 119
080 4249534
[email protected]
www.museopinopascali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/38372/pino-pascali-e-luigi-ghirri-il-mare-e-il-cielo/

 

CONDIVIDI
Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".