Gavin Kenyon e il segreto violato

Zero…, Milano – fino al 15 novembre 2014. Negli spazi di viale Premuda, l’artista americano condensa una personale carnosa, anatomica e affiorante. Nuove sculture, interventi e installazioni restituiscono a un superficiale ambiente casalingo una dimensione organica. Tra interni, interiora e interiorità.

Dopo il percorso monumentale concepito a gennaio per il P.S.1, Gavin Kenyon (Binghamton, 1980; vive a New York) allestisce una personale milanese che trascende dalla mostra americana per assumere una nuova conformazione, un’aura oscura e raccolta. Le sale degli spazi di viale Premuda, infatti, si presentano come un percorso consistente e intatto. Casalingo, tra pelliccia, vinile, fibra di vetro e cemento rinforzato, risvolta la consistenza interiore di forme domestiche in una dimensione dominata dal sentimento dell’Unheimlich. Trapunte dall’aria consunta e domestica, così come sedute costellate da inserti, emanano un riflesso familiare grazie a un processo di rimozione di elementi formali significanti, restituendo il loro versante nascosto e, allo stesso tempo, plausibile. Questo percorso di attualizzazione, incentrato sulla tensione statica dell’hic et nunc, genera per trasposizione l’effetto attrattivo e respingente del perturbante. Mostrando, in ultimo, la dimora di un segreto violato.

Ginevra Bria

Milano // fino al 15 novembre 2014
Gavin Kenyon – Casalingo
ZERO…
Viale Premuda 46
02 87234577
[email protected]
www.galleriazero.it

 

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39173/gavin-kenyon-casalingo/

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Ursula

    Questa recensione, l’uso di questo linguaggio, è davvero esilarante. Gavin Kenyon è bravo, bravissimo, ma forse nell’occasione non aveva voglia. Opere evanescenti, mostra debole. Ma sbagliare è lecito.