Dal palcoscenico al collezionismo: la donazione di Renato Bruson

Palazzo Bossi Bocchi, Parma – fino al 25 gennaio 2015. L’occasione è di quelle ghiotte: in un colpo solo quattordici Boldini, quattro Fattori, tre Mariani e un Segantini, in breve ben settanta tra quadri e disegni di artisti veneti e toscani operanti tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento. A Parma arriva la collezione di Renato Bruson, e la Fondazione Cariparma la festeggia con una mostra.

Pietro Galter, Pescatori in laguna (tra cielo e mare), courtesy Fondazione Cariparma

Decisamente significativa l’entità della donazione che il celebre baritono Renato Bruson ha accordato alla Fondazione Cariparma e che ora sarà esposta nelle sale di Palazzo Bossi Bocchi, in attesa di trovare la sua collocazione definitiva tra le raccolte permanenti del piano superiore. Raccolte che finora erano costituite prevalentemente da patrimonio artistico locale o da opere di artisti stranieri che hanno lavorato per le corti dei Farnese e dei Borbone, per giungere fino all’epoca post-unitaria.
Tra i pezzi più rari della recente acquisizione, il grande pastello Signora bionda in abito da sera di Giovanni Boldini; il Cestino di fichi di un giovanissimo Giovanni Segantini, databile al periodo di formazione, quando in Brianza era stipendiato da Vittore Grubicy de Dragon; due oli su tavoletta di Giovanni Fattori, uno dei quali non finito a causa di un difetto del legno che gli impedì di completare l’opera, e un’inedita Maternità attribuita a Gaetano Previati che, pur non sciogliendo tutti i dubbi sull’autografia, presenta interessanti spunti di tecnica pittorica e coloristica.
La collezione Bruson nasce, come ha dichiarato lo stesso cantante lirico, da una grande passione per la pittura del XIX secolo e degli inizi del successivo, da una selezione dettata prevalentemente dall’emozione che gli hanno trasmesso questi dipinti, ognuno dei quali ha una storia e cela un incontro, o un legame. I requisiti per formalizzare la donazione, invece, sono stati quelli che hanno garantito l’inscindibilità dell’insieme delle opere e l’assicurazione che queste saranno, per sempre, esposte gratuitamente per tutti coloro che vorranno ammirarle. Perché Parma? Perché è la città di Verdi e del Teatro Regio, dove Bruson debuttò molti anni fa con La forza del destino e qui ricevette la cittadinanza onoraria, ma anche perché non è oggettivamente facile trovare istituti disponibili a raccogliere la pittura dell’Ottocento, ammette il baritono.

Giovanni Boldini, Signora in rosa, 1895 ca., courtesy Fondazione Cariparma
Giovanni Boldini, Signora in rosa, 1895 ca., courtesy Fondazione Cariparma

Per quanto riguarda la mostra, decisamente encomiabile la decisione di coinvolgere nella ricerca scientifica e nella cura del catalogo due critici “forestieri” dall’indiscutibile curriculum e competenza: Fernando Mazzocca e Carlo Sisi si sono infatti occupati delle opere con la stessa attenzione con cui, da decenni, studiano e promuovono con iniziative sempre di alto spessore i pittori dell’Ottocento e primo Novecento italiani, portandoli finalmente a conoscenza del vasto pubblico che frequenta prestigiosi luoghi espositivi come la Fondazione Bano di Padova o Palazzo Roverella a Rovigo.
Anche Parma, d’ora in poi, potrà vantare un primo nucleo di macchiaioli e vedutisti veneti che sfonda le ideologiche mura dell’antico ducato e porta alla storica Fondazione della piccola città emiliana un soffio – che speriamo diventi presto “corrente”– di aria meno locale.

Marta Santacatterina

Parma // fino al 25 gennaio 2015
La Collezione Renato Bruson
a cura di Giovanni Godi e Corrado Mingardi
PALAZZO BOSSI BOCCHI
Strada al Ponte Caprazucca 4
0521 532111
[email protected]
www.fondazionecrp.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36640/collezione-renato-bruson

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.