Critica della critica. Il sistema solare repressivo a Bolzano

Museion, Bolzano – fino all’11 gennaio 2015. Nuovo progetto espositivo che replica la pratica, ormai consolidata, di invitare un curatore ospite esterno. Quest’anno è il turno di Pierre Bal-Blanc, direttore del Contemporary Art Center di Bretigny, che per operare la sua analisi critica ha letteralmente messo sottosopra il museo.

Soleil politique, a cura di Pierre Bal-Blanc, prende le mosse da due opere che ne hanno stabilito le direttrici di ricerca. Da una parte un lavoro di Marcel Broodthaers (che dà il titolo alla mostra) in cui il sistema solare viene descritto come un apparato repressivo retto da un sole-dittatore; dall’altra il film di Pier Paolo Pasolini Salò, o le 120 giornate di Sodoma che, ispirato al romanzo di de Sade, propone, ribaltandola, una rappresentazione distopica della società in cui tutti i poteri sono tratteggiati.
Con questi due lavori emerge l’impostazione critica alla base della mostra: ogni forma, rappresentazione, oggetto (anche il sistema solare) nasconde visioni del mondo che hanno impatti politici sulle persone. Per sviscerare queste forze è necessario creare elementi di discontinuità che rimettano in questione e rendano visibili convenzioni ormai assodate.
Se quindi la critica non porta necessariamente a smantellare le convenzioni, mira almeno a una loro comprensione consapevole, consentendo al pubblico, secondo Bal-Blanc di “vedere la città e le istituzioni sotto un altro punto di vista, riappropriandosi delle stesse e creando nuovi accessi all’arte”.

Soleil Politique - Museion - Inaugurazione - photo- Gabriele Salvaterra
Soleil Politique – Museion – Inaugurazione – photo- Gabriele Salvaterra

Fisicamente, l’intervento più eclatante consiste nel ribaltamento degli spazi del Museion, che presenta al quarto piano un vuoto belvedere e dispone il grosso della mostra al piano zero tra caffetteria, bookshop e biglietteria. Il progetto si apre poi alla città con un itinerario che invita a ripercorrere luoghi simbolo di Bolzano per riflettere sulle ideologie che ne hanno deciso la realizzazione.
La mostra, molto satura e di taglio documentaristico, affidata a un layout un po’ trasandato, ha il pregio di intavolare questioni molto scottanti. Il curatore agisce come l’autore di una grande installazione in cui gli interventi degli artisti si sormontano con la presentazione di opere storiche e documenti, richiedendo un intervento attivo (e impegnativo) anche da parte del pubblico. In definitiva però il discorso risulta poco incisivo nell’abbozzare spunti interessanti che difficilmente vengono portati a chiare conclusioni. Il museo al giorno d’oggi è sempre più minato nella sua autonomia da interessi politici ed economici, mentre il pubblico per cui dovrebbe esistere gli volta semplicemente le spalle. L’arte in tutto ciò ha le armi spuntate, può suggerire senza indicare soluzioni, cosa che d’altra parte la porterebbe nel territorio della politica o della sociologia.

Gabriele Salvaterra

Bolzano // fino all’11 gennaio 2015
Soleil politique
a cura di Pierre Bal-Blanc
MUSEION
Via Dante 6
0471 223413
[email protected]
www.museion.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/35941/soleil-politique

 

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.