Pablo Picasso a Firenze. In attesa del compleanno, il 25 ottobre

Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze – fino al 25 gennaio 2015. Progettata ad hoc per le stanze di Palazzo Strozzi, la mostra Picasso e la modernità spagnola presenta una vasta selezione di opere realizzate tra il 1910 e il 1963. Tutte provenienti dalla collezione del Reina Sofia di Madrid.

Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Ritratto di Dora Maar 27 marzo 1939, olio su tavola, cm 60 x 45. Collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, DE01840

Nelle nove sale dedicate da Palazzo Strozzi alla mostra, ciascuna animata da un filo conduttore e tematico diverso, si esplora il rapporto fra arte e cultura attraverso le immagini di Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973) e degli artisti che insieme a lui hanno ridefinito la coscienza artistica collettiva di quell’epoca in Spagna. Picasso costituisce il motore e il cardine della “variazione” ed è la figura intorno sulla quale si impernia una riflessione più ampia sulla nuova figurazione e i suoi significati in termini di principi plastici e  visione del mondo.
Il percorso espositivo si apre con le proiezioni delle immagini de Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac, illustrato da Picasso per volere di Ambroise Vollard: qui l’artista per la prima volta discute il rapporto psicologico tra artista e modella, e sempre qui compare il tema centrale del rapporto fra il toro e il cavallo, protagonisti del capolavoro Guernica (1937), l’uno in quanto rappresentazione della brutalità e l’altro rappresentazione simbolica del popolo.
Gioiello indiscusso dell’intera mostra sono i disegni preparatori dello stesso Guernica, che lasciano a bocca aperta per raffinatezza e bellezza espressiva. Il processo creativo della grande opera fu immortalato dalla compagna fotografa Dora Maar, il cui ritratto è stato scelto come immagine guida della mostra fiorentina. Quella con Dora fu una delle numerose relazioni che il pittore di Malaga ebbe nel corso della sua vita, sfruttando la forza creativa dell’amore al fine di nutrire la propria arte, ma anche con l’effetto di distruggere psicologicamente quasi tutte le sue muse ispiratrici. Prima di lei infatti era stato il turno di Fernande Olivier, modella e pittrice, dopo Eva Gouel, con la quale visse a Montparnasse, dopo ancora Marie-Therese Walter (ossia la splendida Donna seduta appoggiata sui gomiti del 1939), tutte storie estremamente complesse e quasi sempre sul filo della sanità.

Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Ritratto di Dora Maar 27  marzo 1939, olio su tavola, cm 60 x 45. Collezione del Museo  Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, DE01840
Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) Ritratto di Dora Maar 27
marzo 1939, olio su tavola, cm 60 x 45. Collezione del Museo
Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, DE01840

La scomposizione cubista e il rapporto tra realtà e sopra-realtà (in direzione del Surrealismo, insomma) sono altre chiavi di lettura del mondo che fanno di Picasso un mito tra i suoi contemporanei e agli occhi di noi spettatori odierni, irretiti dai mille linguaggi e la versatilità di questo genio dell’arte. Sempre a cavallo tra volontà di trasformazione e memoria storica dell’arte, Picasso influenza e stabilisce un colloquio estetico con le opere di Joan Miró, Salvador Dalí, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio González, presenti in mostra con alcuni lavori minori ma significativi per mettere in sistema l’intero panorama spagnolo in quanto sistema di identità culturale. Valori artistici analoghi a quelli suggeriti nell’opera di Picasso serpeggiano nelle tele dei colleghi, al fine di mettere in discussione il paradigma dello stile all’interno di un secolo denso di conflitti.
Anno importante, questo, per Picasso: il 25 ottobre, giorno della sua nascita, a Parigi riapre il  museo a lui dedicato, e nello stesso giorno è prevista l’uscita del film 33 Dias, che vede come protagonisti Antonio Banderas e Gwyneth Paltrow (rispettivamente Picasso e Dora Maar) durante la creazione di Guernica.
Tornando alla mostra, occorre dire che è estremamente ben curata e costituisce una interessante occasione soprattutto per la città di Firenze, che purtroppo spesso manca di iniziative di largo respiro (la collaborazione con il Reina Sofia è stato motivo di orgoglio reciproco per le due istituzioni). Per quanto riguarda la cernita delle opere, bisogna riconoscere che si tratta di un tentativo descrittivo molto ambizioso dato il vasto arco temporale coperto, forse difficile da adempiere esaustivamente data l’ingente mole di lavoro di cui si è voluta dare rappresentazione.

Diana Di Nuzzo

Firenze // fino al 25 gennaio 2015
Picasso e la modernità spagnola
a cura di Eugenio Carmona
PALAZZO STROZZI
Piazza Strozzi
055 2645155
[email protected]
www.palazzostrozzi.org

 

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.