Marc Chagall a Milano. L’epopea pittorica del Novecento

Palazzo Reale, Milano – fino al 1° febbraio 2015. Il più grande “one-man show” realizzato in Italia negli ultimi cinquant’anni su un pittore che ha attraversato letteralmente un secolo di storia. Il non facile compito di raccontarlo con completezza è assolto da ben 220 opere, nel cui insieme lo spettatore può finalmente cogliere il vero senso della sua arte. E al Museo Diocesano il viaggio prosegue…

Accade che la pittura letteraria di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985) venga a volte descritta come una specie di fantastica filastrocca, dove compaiono mucche e innamorati volanti. Tutto incantevole, certo, se non fosse che la lettura della monumentale parabola chagalliana, se compiuta esclusivamente in una dimensione “filastrocheggiante” dell’arte e non ben interpretata, rischia di trasformare mucche e violini, nella loro ridondanza, stanchi tipi stereotipati, quasi fastidiosi. Un pericolo in cui non sembra incorrere la grande retrospettiva organizzata a Palazzo Reale nel percorso tracciato dalla curatrice Claudia Zevi secondo una lineare e sicuramente esauriente cornice storico-critica, impreziosita da numerosi capolavori e completata dall’imperdibile pendant espositivo al Museo Diocesano sul rapporto dell’artista con la Bibbia.
La passeggiata (1918-19) è fuori di dubbio uno dei suoi dipinti più celebri: scelta come immagine-guida della mostra e valorizzata nell’allestimento, allieta l’osservatore che ne percepisce, come una carezza, la sublimazione lirica dell’amore con la prima moglie Bella. Emerge nella Parigi delle avanguardie, solo sfiorate e mai fatte proprie, il fiero ricordo dell’infanzia, dove forme mnestiche assumono crescente forza simbolica e proiettano la reminiscenza delle radici culturali ebraiche sull’orizzonte della Madre Russia. È la descrizione del paese dell’anima quella che compare in Sopra Vitebsk (1914) e nell’ancestrale e tagliente Ebreo in Rosa (1915). Va sottolineato come l’attitudine di Marc Chagall verso il mondo, contrariamente a quanto potrebbe apparire, è estremamente realista e la realtà, anziché dall’esterno, viene penetrata e fatto proprio dall’interno, dal verso dello spirito e non della scienza.

Marc Chagall – Crocifissione in giallo, 1938-42. Parigi, Centre Pompidou
Marc Chagall – Crocifissione in giallo, 1938-42. Parigi, Centre Pompidou

Chagall come cantore di storia raggiunge lo Spannung espressivo nel racconto della tragedia del suo popolo durante gli anni del regime nazista. In queste intensissime composizioni, anche lo stile partecipa della tensione drammatica sprigionando la sua nuova forza in una pittura ampia, che parla ormai più per energia e contrasti cromatici che per descrizione formale. Con La caduta dell’angelo (1923-33-47) si eleva sensibilmente il pathos della mostra: in uno spazio liberato dalle leggi del tempo e della fisica un angelo, rosso ardente, rovina dal cielo. Personificazione dell’apocalisse e metafora della guerra minaccia i simboli del mondo ebraico tanto quanto un crocifisso, che lo straordinario sincretismo della pittura chagalliana fa suo e reinterpreta quale emblema iconico della sofferenza del popolo d’Israele. Così pure ne La crocifissione in giallo (1938-42), un’opera che trasuda misticismo, quasi teurgica, in cui il “Cristo ebreo” veste il tallit ed espone quale scudo e vessillo una grande torah verde, restituendo un’immagine forte, toccante, dove il Christus patiens che assume sulla sua carne il dolore della tragedia sullo sfondo è al tempo stesso Christus triumphans, artefice di speranza e rinascita, in un anelito totalizzante e universale che corrisponde al più sincero sentire dello Chagall pittore di vita.

Egidio Emiliano Bianco

Milano // fino al 1° febbraio 2015
Marc Chagall – Una retrospettiva 1908-1985
a cura di Claudia Zevi
Catalogo Giunti
PALAZZO REALE
Piazza del Duomo 12
02 54911
www.mostrachagall.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37227/marc-chagall-una-retrospettiva-1908-1985/

 

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Egidio Emiliano Bianco
Egidio Emiliano Bianco (Milano, 1988) è neolaureato in Economia e Gestione dei Beni Culturali presso l’Università Cattolica di Milano. Voracemente appassionato di ogni forma artistica, dagli avori medievali ai tappeti persiani, ha un occhio di riguardo verso le tendenze del nostro tempo, in particolare forme urbane come il Writing e la Street Art, di cui è stato praticante in età adolescenziale e su cui ha svolto la sua tesi di laurea magistrale. Artista mancato (per il momento), vorrebbe intraprendere la carriera curatoriale, intanto segue la scena dell’arte urbana per Streetartattack.it e recensisce mostre per Darsmagazine.it. Ama meravigliarsi, la conoscenza è il suo credo, la bellezza il suo motore.
  • Francesca

    La Mostra è davvero bellissima.. E spero di poterla rivedere..