Julião Sarmento. Un portoghese fra Torino e Nizza

Galleria d’Arte Moderna, Torino – fino al 21 settembre 2014 / Mamac, Nice – fino al 30 novembre 2014. Due personali a trecento chilometri di distanza per celebrare l’opera dell’artista portoghese. Una retrospettiva francese, la prima in un museo d’oltralpe; e una seconda piemontese, arricchita da un proficuo dialogo con Morandi e LeWitt.

Julião Sarmento - Inadequate Readings (to burn their lives down), 2002. Collezione privata

È un buon momento per Julião Sarmento (Lisbona, 1948) e soprattutto per chi ama l’opera dell’artista portoghese, in particolare se risiede o bazzica l’Italia nord-occidentale. A meno di trecento chilometri l’una dall’altra, infatti, sono allestite due importanti personali, l’una al Mamac di Nizza e l’altra alla Gam di Torino (città nella quale, fra l’altro, aveva esposto l’ultima volta in solo nella Galleria Giorgio Persano, fra 2012 e 2013).
I tagli delle due mostre sono tuttavia differenti: in Costa Azzurra si celebra infatti – fino al 30 novembre – l’esordio personale di Sarmento in un museo francese, e l’occasione è valorizzata con una rassegna retrospettiva che copre un arco temporale pressoché completo, dagli Anni Settanta a oggi, con un centinaio di opere allestite.
Più raccolta la mostra torinese, e personale in un senso particolare, poiché è il terzo capitolo del ciclo Dialoghi, nel quale i lavori di un artista internazionale sono messe a confronto con alcune opere della collezione permanente. Anche qui, benché il numero delle opere scenda a una trentina, gli anni di produzione vanno dai Seventies ai più recenti.
Ma è proprio il dialogo il punto forte della mostra. E al centro dello spazio denominato UndergroundProject l’operazione giunge all’acme, con il trittico White Veil di Sarmento (opera realizzata ad hoc per il solo show torinese) che fa da perno intorno al quale circolano Complex Form #52 di Sol LeWitt e una dozzina di disegni ad acquerello e matita di Giorgio Morandi.

La mostra di Sarmento a Torino - photo Robino
La mostra di Sarmento a Torino – photo Robino

Si potrebbe in realtà partire da qui per visitare la mostra, come per irradiamento. E attraversare in questo modo i nuclei tematici dell’opera di Sarmento, con l’attenzione ripetuta e acuta per l’architettura e la donna; temi che si nutrono di un indomito rigore formale per acquisire maggiore profondità d’analisi, e di converso – in un circolo virtuoso assai evidente – la stessa ripetizione costantemente approfondita dei temi accompagna una sempre più rifinita cura della forma. E – dato che conferisce ancora maggior lustro all’opera di Sarmento – questo doppio binario tangente si esplica sì nel tratto e nel disegno, ma pure negli altri mezzi utilizzati dall’artista: dalla fotografia all’installazione, dalla scultura al video.
Da segnalare infine il buon catalogo licenziato da Silvana Editoriale per la mostra piemontese, che permette di approfondire ulteriormente la conoscenza dell’opera di Julião Sarmento grazie ai saggi dei curatori Danilo Eccher e Riccardo Passoni, nonché ai contributi di Alexandre Melo e Sérgio Mah.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // fino al 21 settembre 2014
Julião Sarmento – Lo sguardo selettivo
a cura di Danilo Eccher e Riccardo Passoni
Catalogo Silvana Editoriale
GAM
Via Magenta 31
[email protected]
www.gamtorino.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/35471/juliao-sarmento-lo-sguardo-selettivo/

 

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.