Gaetano Pesce tra architettura, design e scultura

Maxxi, Roma – fino al 5 ottobre 2014. Colorati, curiosi, per lo più in resina e materie plastiche: sono gli oggetti disegnati da Gaetano Pesce. Realizzati in serie e allo stesso tempo pezzi unici perché la diversità, intesa come non omologazione, è l’unica strada da percorrere.

La mostra di Gaetano Pesce (La Spezia, 1939; vive a New York)si svolge nella galleria 1 al piano terra del Maxxi ed è annunciata da una versione fuori scala della sua poltrona più famosa, Up 5&6, icona del design collocata nella piazza esterna del museo. L’attività di Pesce viene raccontata dai curatori secondo sette parole chiave attraverso cui vengono raggruppate le opere in esposizione: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio,Corpo, Politica. Parte preponderante della mostra è costituita da oggetti di design, ma non mancano progetti architettonici e grafici. Discorso a parte per l’ultima opera presentata, eseguita appositamente per l’occasione, in cui Pesce indaga la diversità determinata dallo scorrere del tempo che produce cambiamento e trasformazione.
L’allestimento risponde al senso della mostra ed è concepito per essere “diverso” ogni volta grazie al contributo dei visitatori, invitati a spostare i pannelli lignei su ruote sopra cui sono state collocate le opere accompagnate da disegni, schizzi di progetto, modelli originali e altro materiale documentario. Ogni oggetto esposto è corredato da didascalie esaurienti e adeguate, affinché il pubblico possa conoscerne l’idea iniziale, la genesi, la storia, il materiale con cui è stata eseguito e anche l’iter di lavorazione. I visitatori, inoltre, possono sedersi su alcuni divani e sulla poltrona realizzata con un filo di silicone; sono anche invitati a toccare alcuni pannelli e a spostare gli sgabelli.

Gaetano Pesce al MAXXI - foto Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI
Gaetano Pesce al MAXXI – foto Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Per Gaetano Pesce, come lui stesso ha raccontato nell’intervista rilasciata ad Artribune nella giornata inaugurale, ogni oggetto non è un semplice oggetto, ma racconta una storia. Non è soltanto funzionale. C’è una spiegazione nelle forme, spesso antropomorfe (come molte sedie, poltrone, armadi, divani…) o tratte dalla natura e dal mondo animale (pensiamo, ad esempio, alla lampada che ricorda un alveare il cui colore ambrato suggerisce il colore del miele; il vaso a forma di polipo con i suoi tentacoli rossi; i divani che per la forma e il tessuto rappresentano i monti e il divano ispirato dal tramonto a New York). I progetti di Gaetano Pesce sono anche strettamente legati ai tempi e spesso costituiscono una denuncia sociale. La stessa Up 5&6, concepita quarantacinque anni fa, rappresenta la condizione di sudditanza della donna; il concetto è ancora attualissimo e la versione gigantesca della poltrona ospita al suo interno una mostra-omaggio a Malala Yousafzai, giovane e coraggiosa studentessa e attivista pakistana candidata al Premio Nobel per la pace.
I materiali usati sono soprattutto resine, materie plastiche, silicone. C’è sperimentazione nel processo di produzione perché gli oggetti, sia pur seriali, sono percepiti con la forma mentis dell’artigiano: ogni pezzo è unico, la diversità equivale a bellezza, l’imperfezione è benvenuta perché caratterizzante.

Barbara Di Tanna

Roma // fino al 5 ottobre 2014
Gaetano Pesce – Il tempo della diversità
a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi
Catalogo Electa
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 39967350
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/35476/gaetano-pesce-il-tempo-della-diversita/

 

CONDIVIDI
Barbara Di Tanna
Sono un architetto, mi occupo di progettazione architettonica e interior design. In passato ho lavorato nell'ambito del restauro architettonico ed archeologico. Ho sempre dipinto, disegnato, creato. Adoro lavorare con le mani e mi interessa l'arte in tutte le sue forme. Quasi per caso mi sono avvicinata al mondo del contemporaneo, territorio che sto esplorando con vivo interesse e curiosità, ricercando punti di incontro tra la mia professione e questa nuova passione.