Duttile come il vetro. Tomaso Buzzi torna a Venezia

Fondazione Giorgio Cini / Le Stanze del Vetro, Venezia, fino all’11 gennaio 2015. Terzo protagonista della saga espositiva dedicata alla storia della vetreria Venini, Tomaso Buzzi approda sull’Isola di San Giorgio. Con una mostra raffinata e “materica”, che rende giustizia alla forza espressiva di un abile istrione: il vetro.

Il sodalizio tra la Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung si rafforza grazie alla sesta mostra ospitata dalle Stanze del Vetro, progetto culturale e spazio fisico che riporta l’attenzione su un’arte preziosa, ma indebolita dagli effetti del tempo, attraverso lo studio della tradizione vetraria, autoctona e non. Fino al 2021, due esposizioni annuali approfondiranno l’indagine: in primavera lo sguardo va all’uso del vetro applicato all’arte e al design del XX e XXI secolo, mentre nel periodo autunnale il focus si sposta sulle maestranze che, nel Novecento, hanno disegnato per la vetreria Venini.
Oggi è la volta di Tomaso Buzzi (Sondrio, 1900 – Rapallo, 1981), dopo le retrospettive dedicate a Carlo Scarpa e Napoleone Martinuzzi. Poliedrica figura del secolo scorso, Buzzi nasce come architetto, ma non cede alla convenzione di un’unica etichetta. Amico di Giò Ponti, nel 1927 fonda, con lui e altri imprenditori tra i quali Michele Marelli e Paolo Venini, l’associazione milanese Il Labirinto, per diffondere le arti decorative moderne nelle abitazioni alto-borghesi. Nel 1932 accetta l’invito di Venini, ormai presidente dell’omonima azienda, a collaborare con la vetreria muranese in vista della XVIII Biennale veneziana di e della V Triennale di Milano del 1933.
È l’inizio di una collaborazione fulminea, che impegnerà Buzzi nella produzione di oggetti d’uso comune, ma di rara fattura, testimoniata finalmente da una mostra che attinge sia a collezioni private sia all’archivio Venini e dello stesso Buzzi, per restituire organicità a un patrimonio altrimenti disperso. Non solo gli oltre duecento oggetti, dalle coppe ai vasi, dalle lampade alle decorazioni parietali, ma anche gli schizzi e le immagini di repertorio, ben accostati dal curatore Marino Barovier, dimostrano il legame profondo tra Buzzi e la materia della sua produzione. Al pari del vetro, l’approccio creativo di Buzzi non si fa imbrigliare in una forma precostituita e lascia la porta aperta all’imprevisto, tramutandosi in un esito sempre diverso e unico.

Tomaso Buzzi alla Venini. Le Stanze del Vetro, Fondazione Giorgio Cini
Tomaso Buzzi alla Venini. Le Stanze del Vetro, Fondazione Giorgio Cini

Non soltanto architetto e designer, Buzzi si appropria con naturalezza del lusso della sperimentazione, elaborando per gradi la tecnica dell’incamiciato, sovrapposizione di strati colorati di vetro intervallati da lattimo e foglia d’oro o d’argento, divenuta suo marchio di fabbrica. E allora risulta lampante la fluidità quasi magica di un materiale che può trasformarsi nel déco senza vezzi della Coppa delle mani, ma anche nelle giocose filigrane zoomorfe o ne La mano di Atlante, mosaico in vetro e oro per il Padiglione Venezia. Gli oggetti, quasi dotati di luce propria, sono allestiti lungo un percorso cromatico-materico che richiama la cronologia espositiva degli Anni Trenta.
Completata da informazioni tecniche e puntuali, a tratti forse eccessivamente di nicchia, la retrospettiva è comprensibile anche ai non addetti ai lavori e riaccende la curiosità su un materiale liberato dal giogo della convenzione “decorativa”.

Arianna Testino

Venezia // fino all’11 gennaio 2015
Tomaso Buzzi alla Venini
a cura di Marino Barovier
Fondazione Giorgio Cini
Isola di San Giorgio Maggiore
041 5229138
[email protected]
www.lestanzedelvetro.it

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http://www.artribune.com/dettaglio/evento/38382/tomaso-buzzi-at-venini/