Melodie inascoltate: Claudio Parmiggiani a Bergamo

Ex Oratorio di San Lupo, Bergamo – fino al 30 settembre 2014. L’artista emiliano dispone un carico di campane antiche nella città lombarda, baluardo silenzioso a dispetto del frastuono. E trasforma magicamente un luogo, grazie alla Fondazione Bernareggi.

Parmiggiani a San Lupo
Parmiggiani a San Lupo

John Keats, nella sua Ode on a Grecian Urn, scriveva: “Le melodie ascoltate son dolci; ma più dolci ancora sono quelle inascoltate”. Le parole del poeta inglese sembrano intrecciarsi armonicamente con l’idea sottesa all’opera di Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943) all’interno dell’ex Oratorio di San Lupo a Bergamo.
L’artista emiliano ha collocato un carico di campane nell’unica aula dell’edificio. Campane antiche, fatte di metallo, di polvere, di tempo e di un suono che non potrà mai avere atto, imprigionato dai vincoli dell’immobilità. Lo spazio si fregia di una caratteristica percepibile, con una sinestesia, al primo sguardo: il silenzio. È l’opera  a sussurrarlo delicatamente all’orecchio, a domandarlo. Quasi una preghiera, una richiesta umile e forte nel suo proposito di riportare al reale la memoria di un passato perduto, di una nostalgica assenza, di una sacralità abbandonata e ritrovabile nel contemplare quanto, anche solo potenzialmente, potrebbe essere.
Non potremo mai sentire il suono delle campane accatastate, solo immaginarlo. Forse accettarlo e cercare di comprendere la difficoltà nell’abbandono del motivo per cui furono create e il loro riacquistare un significato nuovo, monito di una segreta e realizzabile possibilità di trasformazione.
È possibile osservare l’opera dalle diverse altezze dei matronei dell’ex oratorio. E nella città che sale, nella città che cambia, nella città che fa rumore, per qualche momento si tace.

 

Linda Taietti

 

Bergamo // fino al 30 settembre 2014
Parmiggiani a San Lupo
EX ORATORIO DI SAN LUPO
Via San Tomaso 7
[email protected]
www.fondazionebernareggi.it

 

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Linda Taietti
Nata nel 1991, vive a Bergamo e Milano, dove studia Lettere moderne alla Statale, dopo una laurea triennale in Filologia romanza. Oscillando fra il richiamo del passato e l’interesse per la contemporaneità, legge e scrive. Predilige in particolar modo la poesia e la ricerca della traccia continua che attraversa l’arte in ogni sua forma.