L’essere umano è tornato, anche nella scultura. Lo dicono a Londra

Hayward Gallery, Londra – fino al 7 settembre 2014. “The Human Factor. The Figure in Contemporary Sculpture” è una collettiva di venticinque artisti internazionali. E racconta la figura umana attraverso la scultura. Ovvero: il corpo è esplorato ed elaborato nelle sue potenzialità fisiche, spirituali, sociali e trascendentali.

Ryan Gander - The Human Factor at Hayward Gallery, London. Photo by Linda Nylind

Curata da Ralph Rugoff, direttore della Hayward Gallery, The Human Factor si declina nello spazio ospitato all’interno del Southbank Centre secondo differenti macrotematiche: si è accolti da opere concettuali e introspettive come Double-headed (2004) di Paloma Varga Weisz e subito dopo ci si scontra con lavori duri come 4 women (2008) di Thomas Hirschhorn in cui i manichini, asettici esempi di utopica corporeità occidentale, sono contrapposti con reali immagini di straziante verità universale.
Una poetica e ariosa installazione di Ugo Rondinone (Nude, 2011) sospende il tempo nel silenzio e trasporta lo spettatore verso soggetti più giocosi, come Bear and policemen (1988) di Jeff Koons.
Nei successivi piani della galleria si incontrano artisti come Urs Fischer, che espone la sua riflessione sul tempo che passa in relazione all’uomo con le opere Skynny sunrise (2008) e Memento Mori (2001), fino ad arrivare a lavori di riflessione climatica ambientale con Yinka Shonibare e la sua opera Boy on Globe (2008).
The Human Factor è un’esposizione complessa e al tempo stesso leggera, che racconta la scultura contemporanea attraverso artisti che con occhi, esperienze e visioni diverse studiano i limiti del corpo umano, declinando i canoni di bellezza stereotipata di una società alla ricerca dell’immortalità. L’uomo è qui raccontato nel bene e nel male, con malizia e ironia, con serietà e biasimo. Come in uno specchio sfaccettato, lo spettatore si vede esposto, nelle sue virtù e nei suoi difetti, felice o triste: quasi in una proiezione del subconscio, queste sculture umane ricordano a una carrellata onirica di immagini che mettono a nudo, per guardarsi, per potersi scavare dentro e finalmente vedersi.

Silvia Neri

Londra // fino al 7 settembre 2014
The Human Factor. The Figure in Contemporary Sculpture
a cura di Ralph Rugoff
HAYWARD GALLERY
Belvedere Road
+44 (0)20 79604200
[email protected]
www.southbankcentre.co.uk

 

 

CONDIVIDI
Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.
  • pino Barillà

    Nel 2000 siamo entrati nel secolo della scultura !!!

    • pino Barillà

      La macchina o il sistema dell’arte ancora non lo Sa !

  • Roberto Scala

    Si giusto oggi sarà ferragosto ma io vado a prendermi un caffè alla faccia dell’arte contemporanea e concettuale ma poi sarà tutta provocazione oppure business da vendita per i museo obsoleti che devono attuare il pubblico si giusto e importante tale evento io approvo auguri a Cattelan prof. Roberto Scala

  • Pingback: SILVIA NERI XAUSA()