Latenza e silenzio. Nel tunnel di Getulio Alviani ci finisce Alessandro Cannistrà

Alviani ArtSpace, Pescara – fino al 7 settembre 2014. Alessandro Cannistrà dialoga con l’ambiente di Getulio Alviani all’ex Aurum di Pescara. Dove non si può certo dire che si è fuori dal tunnel…

Alessandro Cannistrà - Ascoltare più di uno di me - veduta della mostra presso Alviani ArtSpace, Pescara 2014

Dinanzi all’entrata del corridoio bianco e nero concepito da Getulio Alviani si è come risucchiati dalla sua direzione longitudinale e prepotente, oltre la quale si scorge un buio fitto; lo spettatore si accosta alla fine del tunnel e, accecato dal troppo nero, a stento riesce a orientarsi. L’installazione di Alessandro Cannistrà (classe 1975) è situata proprio qui: anche se all’inizio è impossibile da percepire, con il trascorrere del tempo si materializza in tutta la sua levità. È una “foresta” dipinta su ampi teli di carta sui quali è stata fissata una materia latente per eccellenza, il fumo. La carta restringe lo spazio reale, ma lo dilata attraverso le sfumature nere che si rivelano nell’attesa; il tempo è necessario a percepire ciò che si presenta in latenza: il colore, il peso, il suono. Su un altare nero fluttua una piramide bianca che accoglie ogni visitatore e che gira con i suoi spostamenti d’aria; arresta il nostro percorso indicandoci verso l’alto, così come il fumo che si alleggerisce sull’estremità superiore della foresta.

Martina Lolli

Pescara // fino al 7 settembre 2014
Alessandro Cannistrà – Ascoltare più di uno di me
a cura di Marco Izzolino
ALVIANI ARTSPACE
Largo Gardone Riviera
320 0231937
[email protected]
www.alviani-artspace.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36939/alessandro-cannistra-ascoltare-piu-di-uno-di-me/

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.