L’Amico Fritz è tornato. A Ortona è guerra

Galleria/Galleria, Ortona – fino al 26 settembre 2014. Già docente di Didattica della multimedialità all’Accademia di Brera, Damiano Colacito pone al centro della sua ricerca artistica le ripercussioni che i processi di digitalizzazione innescano in ambito sociale, percettivo e relazionale. Prendendo come spunto un episodio della Seconda guerra mondiale.

Damiano Colaciti in mostra a Ortona

Un enorme soldatino tedesco degli Anni Quaranta occupa lo spazio espositivo. La grande scultura, armata di megafono, elenca una serie di circostanze, sia piacevoli che drammatiche, in un’apparente sospensione temporale. La galleria, originariamente casa di famiglia del padre del pittore Angelo Mosca, fu distrutta dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Questa circostanza diventa occasione di riflessione e sulla finestra nel centro del porticato interno, unico indizio dell’architettura prebellica, Damiano Colacito (Atri, 1973) fa rioccupare lo spazio domestico alla proiezione del padre di Angelo Mosca, rappresentato nell’atto noncurante di radersi, come se la storia e il tempo non fossero mai trascorsi.
La ricerca si completa di particolari risalenti allo stesso periodo storico indagato: due Puppenstube, case di bambole, e i Fotoalbum, immagini di soldati tedeschi colti nella banalità della loro quotidianità, senza divisa, in atteggiamenti poco consoni all’esercizio militare o in scene di compassionevole umanità che non fanno per nulla prefigurare le tragedie della guerra.

Damiano Colaciti in mostra a Ortona
Damiano Colaciti in mostra a Ortona

Le Puppenstube, completamente svuotate di ogni arredamento e illuminate al loro interno con piccole lampade, suggeriscono e rafforzano l’ipotesi di un’architettura perduta. Per accentuare il senso di precarietà e instabilità, e per confondere ulteriormente i piani temporali e del reale, l’edificio è minacciato da casse di esplosivo, anche queste ricercate nel panopticon dei mercati Internet seguendo un’idea precisa e non casuale. Damiano Colacito fino a questo momento ha indagato principalmente le forme estetiche che il contesto multimediale offre, con L’Amico Fritz volge l’attenzione alle conseguenze che tale digitalizzazione ha attuato nella mente e nei comportamenti delle persone.
Si tratta di una condizione post-mediale in cui la tecnologia digitale ha cambiato l’uomo.
La compresenza spazio-temporale di ogni cosa rappresentata costringe, inevitabilmente, a rivedere la nostra visione del mondo.

Federica Polidoro

Ortona // fino al 26 settembre 2014
Damiano Colacito – L’Amico Fritz
GALLERIA/GALLERIA
Via della Sapienza 71
[email protected]

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.